Sabato, 24 Luglio 2021
Cose da Pazzi

Opinioni

Cose da Pazzi

A cura di Enrico Pazzi

Virginia Raggi si candida senza il Movimento 5 Stelle?

Mentre continua lo scontro al vertice nel Movimento 5 Stelle nazionale per decidere chi sarà il leader, a Roma Virginia Raggi sta cercando di capire se sarà costretta a candidarsi con una lista civica ad hoc. Questa è una delle tante conseguenze nefaste per la sindaca, se Beppe Grillo e Giuseppe Conte non dovessero trovare un accordo in tempo utile per perfezionare le liste in vista delle prossime amministrative di ottobre. Problema che non riguarda solo Roma, ma tutti i comuni nei quali si andrà al voto.

Infatti, il Dpr n. 132/1993 (il Regolamento di attuazione della legge 25 marzo 1993, n. 81, in materia di elezioni comunali e provinciali) all’articolo 2 parla chiaro, “le candidature e le liste possono essere contraddistinte con la denominazione ed il simbolo di un partito o di un gruppo politico […] a condizione che, all'atto di presentazione della candidatura, o della  lista  sia  allegata […] una  dichiarazione sottoscritta dal presidente o dal segretario del partito o gruppo politico o dai presidenti o segretari regionali o provinciali di essi, che tali risultino per  attestazione dei   rispettivi   presidenti   o   segretari   nazionali  ovvero  da rappresentanti all'uopo da loro incaricati con mandato autenticato da notaio, attestante che le liste o le candidature sono  presentate  in nome e per conto del partito o gruppo politico stesso”. Mancando il leader del Movimento 5 Stelle, non sarà possibile attestare un bel nulla, con buona pace del reggente Vito Crimi. Infatti, quest’ultimo non può essere considerato né presidente, né tanto meno segretario del M5S, così come sentenziato dal Presidente del Tribunale di Cagliari nella querelle che ha visto protagonista la consigliera regionale sarda Carla Coccu, prima espulsa e poi reintegrata nel Movimento.
Al momento, quindi, il Movimento 5 Stelle di Roma, così come le propaggini grilline (o “contiane” che dir si voglia) dell’intera Penisola non possono presentare le liste con il logo pentastellato. Tenendo conto di ciò, tornerà adesso utile il simbolo della “Lista civica Virginia Raggi” che il 25 giugno scorso l’allora Disability manager di Roma Capitale Andrea Venuto depositò presso l'Ufficio brevetti e marchi del Mise. Doveva essere una lista civica finalizzata a raccogliere le candidature della società civile vicina alla sindaca e, invece, potrebbe diventare la zattera sulla quale la stessa Raggi dovrà salire per candidarsi a sindaco di Roma. Sempre che nel frattempo Giuseppe Conte e Beppe Grillo non trovino la quadra del nuovo assetto pentastellato.

Anche se, a dirla tutta, le speranze di Virginia Raggi oramai, visti anche i sondaggi che la danno terza e quindi fuori da un possibile ballottaggio, sono rivolte a una sua promozione a livello nazionale, magari nel nuovo direttorio del Movimento 5 Stelle, pronta per una candidatura in Parlamento alle prossime politiche. In qualche maniera nel Movimento 5 Stelle c’è chi reputa che Virginia Raggi si sia guadagnata questa nuova opportunità. 

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