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Cose da Pazzi

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Cose da Pazzi

A cura di Enrico Pazzi

Virginia Raggi chiede chiarezza e ha ragione

La nascita dell’intergruppo Pd-M5S-Leu potrebbe portare a pensare che vi possano essere delle Primarie di coalizione con la partecipazione di un esponente per componente

Con un perentorio post su Facebook la sindaca Virginia Raggi chiede chiarezza: “È il momento che la base M5S si esprima sulla mia candidatura a Roma”. E ha tutte le ragioni per farlo. Anche perché, una chiara presa di posizione del Movimento 5 Stelle sulla sua ricandidatura, a tre mesi dalle elezioni amministrative, porterebbe maggiore chiarezza anche da parte delle altre forze politiche, a beneficio degli elettori romani.

C’è poi un’ulteriore novità ad animare il panorama elettorale romano: la nascita dell’intergruppo parlamentare Pd-M5S-Leu che, con ogni probabilità, avrà delle necessarie ricadute sul panorama capitolino. Se le tre componenti politiche si propongono di rappresentare una sub-coalizione all’interno della maggioranza che reggerà il governo Draghi (con la finalità di distinguersi sia da Forza Italia, sia soprattutto dalla Lega di Salvini), è lecito prefigurare che potranno trovare un accordo anche sul candidato “di sinistra” a sindaco di Roma.

Nel mio ultimo post ragionavo sulla suggestione di Giuseppe Conte come candidato unitario a sindaco di Roma per il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Ed era una conseguenza logica delle affermazioni, da una parte di Nicola Zingaretti e dall’altra di Goffredo Bettini, coincidenti nel rappresentare Conte come punto di riferimento di tutti i progressisti. Si poneva – e si pone ancor oggi – la questione di trovare una collocazione politica all’ex premier, al fine di non far diminuire il suo consenso presso gli italiani, così come c’è ancora sul tavolo la necessità di trovare una quadra sul candidato a sindaco di Roma. Da più parti è trapelato che la proposta sia stata fatta a Conte, ma che questi abbia rifiutato. Forse consapevole di come questo ruolo sia molto logorante per chi lo ricopra.

In seguito, all’indomani della lista dei ministri diramata da Mario Draghi, si è aperta la possibilità che il PD potesse – e possa tuttora – pensare all’ex-ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma rimane sul tavolo sia la possibilità che questi non voglia accettare, sia l’opportunità o meno, una volta avuto il suo assenso, di fare le Primarie.

Intanto, vi sono tutti quegli esponenti che nei mesi scorsi hanno avanzato la loro candidatura a sindaco, con la disponibilità a partecipare alle Primarie (immeritatamente definiti da La Repubblica “i 7 nani delle Primarie”: Sabrina Alfonsi, Giovanni Caudo, Amedeo Ciaccheri, Monica Cirinnà, Tobia Zevi, Michela Di Biase, Paolo Ciani. Con gli ultimi due che, a dir la verità, non hanno mai dichiarato di volersi candidare).

In un quadro così caotico, la nascita dell’intergruppo Pd-M5S-Leu potrebbe portare a pensare che vi possano essere delle Primarie di coalizione con la partecipazione di un esponente per componente: Roberto Gualtieri per il Pd, Virginia Raggi per il M5S e magari Giovanni Caudo per Leu e tutti i partiti e movimenti di estrema sinistra. Sarebbe una scelta che potrebbe dare ulteriore sostanza a questa coalizione parlamentare, anche in vista delle prossime politiche, a scadenza naturale della presente legislatura.

Sullo sfondo, rimane in piedi la candidatura di Carlo Calenda, che però al momento pare indigesta alla maggioranza del Partito Democratico e chiaramente mai presa in considerazione dal Movimento 5 Stelle, né tanto meno da Leu e dalle componenti più a sinistra. Anche tenuto conto della sua indisponibilità a partecipare a eventuali Primarie.

Virginia Raggi chiede chiarezza e ha ragione

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