Cose da Pazzi

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Taglio stipendi: Marino il sindaco accessorio e la profezia della Morgante

Oggi circa diecimila dipendenti comunali hanno sfilato a Roma contro il taglio del salario accessorio. Ma facciamo un passo indietro. Come si è arrivato a ciò? Siamo all’indomani dell’insediamento di Marino in Campidoglio. Il neo sindaco, ancora infervorati dalla campagna elettorale, chiede al Mef (Ministero dell’economia e della finanza) di inviare degli ispettori per vagliare le spese fatte dalla precedente amministrazione. Gli ispettori, dopo mesi di lavoro, sparano la sentenza: più che per le somme spese da Roma Capitale, abbiamo riscontrato criticità in relazione alle modalità di spesa. Ovvero: le modalità allegre con le quali è stato concesso ai dipendenti pubblici comunali il salario accessorio. Apriti cielo!

A dare una lettura corretta del responso degli ispettori del Mef fu l’allora assessore Morgante. E difatti affermò come il salario accessorio non poteva essere erogato a pioggia, ma andava legato alla produttività o a singoli progetti. E la Morgante, che ci teneva ad essere puntigliosa, concludeva dicendo che, poiché le modalità di erogazione del salario accessorio adottate da Roma Capitale (e non solo) non erano “in linea con la legge”, si sarebbe dovuto procedere a rivedere le clausole dei contratti di ogni singolo dipendente che aveva beneficiato del salario accessorio. Che, a guardare alla manifestazione di questa mattina, sono tanti. Tantissimi.  

Dopo le dichiarazioni della Morgante, sindaco e vicesindaco di Roma accorsero subito a gettare acqua sul fuoco. Ad assicurare in tandem che no, la quota di salario accessorio non sarebbe stata toccata. E a fargli da contraltare sempre la Morgante che, da assessore al bilancio, si rifiutava di inserire nella bozza del bilancio previsionale del 2014 la voce di costo riferita proprio al salario accessorio. D’altronde, lei lo ha sempre detto: non metto a bilancio soldi che ad oggi non ci sono. E difatti, Marino e la maggioranza tutta l’hanno defenestrata. Ma ciò non è servito a fermare il Mef e il governo Renzi.
Si sta parlando di dipendenti pubblici che percepiscono 1.200, 1.300 euro comprensivo del salario accessorio. Dipendenti che rischiano di vedersi ridurre lo stipendio di 200, 300 uro mensili. Arrivando a toccare 900 euro. Livello di sopravvivenza. Alla faccia degli 80 euro di Renzi.

E qui entriamo nel tema caldo. Il 25 maggio si vota per le Europee. E certamente la questione del salario accessorio non fa comodo al Pd. Ad oggi abbiamo da una parte il Mef che, supportato dalla Corte dei Conti, non solo vuole tagliare il salario accessorio per i mesi a venire, ma vuole anche che i dipendenti che ne hanno erroneamente beneficiato sino ad oggi, provvedano a rimborsare quanto percepito per tutti gli anni addietro. Dall’altro lato, abbiamo il governo Renzi che sul tema rimane immobile. E dall’altro lato ancora, c’è un manipolo di parlamentari piddini che chiede “un tempestivo intervento del governo sul tema della contrattazione collettiva integrativa ed in particolare sulla questione del salario accessorio”. Non solo, chiedono che il governo Renzi intervenga urgentemente con un decreto per risolvere la questione. A capeggiare il gruppetto di parlamentari Pd c’è Enrico Gasbarra, alquanto infastidito della cosa, visto che lui stesso è uno dei tanti parlamentari Pd candidati alle europee. A firmare il disperato appello anche una renziana di ferro della primissima ora, Lorenza Bonaccorsi.

Da tutto ciò si ha l’impressione che Renzi su questa faccenda sia rimasto immobile, così come all’Olimpico al cospetto di Genny a’Carogna. E’ come se il premier, laddove si trovi dinnanzi ad una parte non scritta in copione, non sappia cosa fare. Al piano di sotto, Marino si ritrova con l’ennesima patata bollente passatagli dal governo Renzi. E per l’ennesima volta, il sindaco di Roma è costretto a strepitare nei confronti di Renzi per far fronte all’ennesima emergenza cittadina venuta dal passato. Ricordate la richiesta di un Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti?

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Insomma, Marino sempre più sindaco accessorio e Renzi pietrificato dinnanzi al taglio dei salari accessori. E sullo sfondo, la profezia della Morgante “non metto a bilancio soldi che non ci sono”. E che non ci saranno.

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" Cronache locali, cronache marziane, sceneggiature per lungometraggi nel cassetto. Il mantra è ""ci sono diversi punti di vista ma la verità è una sola"", con buona pace del Pensiero debole. "

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