Cose da Pazzi

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Riforma elettorale: Renzi-Berlusconi "Il Parlamento lo decidiamo noi"

Anche in epoca renziana a farla da padrone continuano ad essere i caminetti, i loft e le terrazze

Arrivano le prime anticipazioni sulla proposta di riforma elettorale Renzi-Berlusconi: doppio turno per decidere a chi va il premio di maggioranza (+15%) nel caso nessuna delle due coalizioni ottenga il 35% dei consensi al primo turno.

Rimangono le liste bloccate, che diventano listarelle per un massimo di 5 o 6 nominativi. Sbarramento al 5%, se si corre da soli, 8% se si è in coalizione, per i vituperati partitini. Fossi in Roberto Giachetti, tanto per dire, riprenderei lo sciopero della fame. Ricordiamo ancor oggi, come se fosse ieri, Matteo Renzi affermare a luglio 2012, “non sono innamorato di una legge elettorale piuttosto che di un’altra, sono innamorato di alcuni concetti: il primo è che bisogna scegliere il proprio candidato leader, ma anche il proprio parlamentare”.

Ma evidentemente il confronto con il Cavaliere ha contributo ad illuminarlo sulla via di Damasco. La cosa non deve meravigliare, visto che Renzi ha fatto tesoro della pragmatismo di Berlusconi, finalizzato a rendere il Partito una mera protesi del proprio comando. E così si continua nella pratica di scegliersi il Parlamento che più aggrada. Da una parte, una bella quota della corrente maggioritaria, dall’altra. le quote da lasciare alla parte minoritaria del Partito. In definitiva, lo stesso metodo che si è utilizzato, ad esempio, per la composizione dell’ultima assemblea nazionale Pd.

Anche in epoca renziana a farla da padrone continuano ad essere i caminetti, i loft e le terrazze. Renzi e Berlusconi sceglieranno i futuri parlamentari in base al principio della più totale e cieca fedeltà al leader. E non bisogna farne una colpa al povero Renzi. Lui non fa altro che raffinare ciò che hanno ideato i suoi predecessori.

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E almeno in questo ambito non si vede alcuna novità. Non ci rimane altro che augurarci che i prossimi “nominati” siano più in gamba di coloro che li hanno preceduti, facendo affidamento unicamente al buon senso dei due Dominus della odierna politica nazionale. In ultimo, vale la pena dire una cosa: tra coloro che sostengono le liste bloccate (che sono destinate a diventare listarelle), va di moda affermare “il voto di preferenza da adito al voto di scambio, facilitando l’infiltrazione della criminalità organizzata in Parlamento”. Secondo questo principio, è evidente che le regioni e i comuni siano infestati di farabutti mafiosi eletti per mezzo di voto clientelare.

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" Cronache locali, cronache marziane, sceneggiature per lungometraggi nel cassetto. Il mantra è ""ci sono diversi punti di vista ma la verità è una sola"", con buona pace del Pensiero debole. "

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