Cose da Pazzi

Cose da Pazzi

Renzi caccia ad “Ottobre Rosso” Zingaretti. E intanto Marino viene commissariato

Perché, all’indomani dello straordinario 43% del Pd a Roma, si mette in discussione l’autonomia di Marino? Perché si vuole spezzare l’asse Pd-Sel. Asse che, seppur ha fatto vincere la sinistra a Roma, con il binomio Marino-Nieri, e alla Regione con il binomio Zingaretti-Smeriglio, crea fastidi a Renzi. Quest’ultimo sa che solo spezzando questo asse ci si assicura il ventennio a venire, dentro e fuori il Pd. Inoltre, è arrivato il momento di riscuotere per tutti quelli che sono saliti sul carro renziano alla vigilia delle ultime primarie.

La querelle Gasbarra-Bettini è stata solo un assaggio: rottamare la sinistra bettiniana, per prendersi il bottino di guerra. Per iniziare, Marino verrà commissariato. I giochi si stanno decidendo in queste ore. Le strade sono due. L’opzione “renzianissima”: fare fuori il vicesindaco Sel Luigi Nieri e al suo posto mettere la parlamentare Pd Lorenza Bonaccorsi, renziana della “primissima ora”. Opzione “renziana”: fare fuori sempre Nieri, ma al suo posto mettere l’odierno presidente Pd del Consiglio capitolino Mirko Coratti. Quest’ultimo ha anche un passato come consigliere capitolino in Forza Italia. Il che, in epoca renziana, fa curriculum. Ma per assicurarsi un regno ventennale è necessario spezzare le reni pure a quelle frange interne al Pd che ancora resistono. E quindi, nonostante il Pd ha ottenuto risultati straordinari anche ai ballottaggi, Renzi e i suoi fedelissimi pongono l’accento su alcune simboliche sconfitte.

A livello nazionale il mantra recita “Laddove è arrivato il verbo renziano del nuovo Pd abbiamo vinto, laddove hanno prevalso le dinamiche del vecchio Pd si è perso”. Livorno e Perugia su tutte. Ma anche nel Lazio il caso Civitavecchia fa scuola. Ha perso Pietro Tidei, due volte parlamentare e tre volte sindaco. Il vecchio Pd ha voluto ricandidare una faccia vecchia e ha vinto il grillino Antonio Cozzolino. Morale della favola? I candidati li deve scegliere Renzi, altrimenti si perde. D’altronde Berlusconi ha fatto così per vent’anni.

"Ma che c’entra Zingaretti in tutto ciò? Avevo trattato il caso Lazioadisu in un mio post dal titolo “Lazioadisu: Zingaretti e Smeriglio nel mirino di Renzi”. Un bel giorno L’Espresso di Carlo De Benedetti, grande sponsor di Renzi, pubblica un trafiletto in cui si pongono forti dubbi sull’assunzione di una manciata di consulenti presso Lazioadisu per la gestione di un progetto cofinanziato con fondi europei. L’accusa: Sel di Massimiliano Smeriglio, vice-presidente della Regione Lazio, ha assunto i suoi amici di partito. Insomma, la stessa strategia utilizzata per silurare Luigi Nieri. Ricordate le intercettazioni fatte uscire sui giornali in cui si poteva ascoltare il vicesindaco (ancora per poco) parlare con gli occupanti dell’Angelo Mai? Intercettazioni pubblicate, seppur Nieri non fosse e non è indagato di alcunché.

Caduto Nieri, sarà difficile per Zingaretti mantenere in pieri l’alleanza con Sel. E quindi diventerà difficile la posizione di Smeriglio. Sarà fatto fuori anche lui? E quale prezzo dovrà pagare Zingaretti?"

Ricordate le intercettazioni fatte uscire sui giornali in cui si poteva ascoltare il vicesindaco (ancora per poco) parlare con gli occupanti dell’Angelo Mai? Intercettazioni pubblicate, seppur Nieri non fosse e non è indagato di alcunché. In fin dei conti, il bersaglio grosso per Renzi rimane Zingaretti. Marino si è sin da subito consegnato alle truppe renziane, anche se qua e là ha ancora qualche rigurgito (vedi la sua partecipazione al Gay Pride anti-renziano).

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Zingaretti che farà? Per ora tace. Ed è un silenzio che pesa. Che parla. Renzi, come ogni buon padre padrone che si rispetti, ha tra le sue principali finalità quella di eliminare chiunque possa minimamente oscurarlo. Chiunque abbia una notorietà politica all’interno del Pd, conquistata prima del suo avvento, o si piega al nuovo corso o deve sparire. Lo ha già fatto con l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, umiliandolo alla vigilia delle europee a favore di una delle cinque signorine buonasera del new deal renziano. Adesso tocca a Nicola Zingaretti. La “Caccia ad Ottobre Rosso” Zingaretti è appena iniziata. E ne vedremo delle belle.

Cose da Pazzi

" Cronache locali, cronache marziane, sceneggiature per lungometraggi nel cassetto. Il mantra è ""ci sono diversi punti di vista ma la verità è una sola"", con buona pace del Pensiero debole. "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • ma non si parlava di zingaretti come presidente del PD ?

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RomaToday è in caricamento