Cose da Pazzi

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Occupazioni illegali: Pd, Sel e i "fascistelli". Libertà e privilegio

"Va tutto bene finché non sia la politica a subire una violenza, un torto, un diritto negato. Un Paese dove la tua libertà finisce dove inizia il mio privilegio"

Tutta la sinistra romana esprime solidarietà a se stessa dopo l'aggressione subita nella sede del gruppo consiliare Pd e Sel di via delle Vergini da parte di trenta appartenenti ai sedicenti Movimenti per la casa. Sarebbe stato bello se la stessa Sinistra avesse, almeno per una volta, espresso la propria solidarietà nei confronti di quei cittadini onesti che da lustri sono in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare. E che, nonostante anno dopo anno vedano calpestato il proprio diritto, non contemplano di occupare illegalmente immobili pubblici o privati. Oppure, che la Sinistra avesse espresso la stessa solidarietà che riserva a se stessa a quei esercenti di locali, ristoranti e teatri che devono vedersela con la concorrenza sleale dei centri sociali, del Teatro Valle (che si assegna riconoscimenti europei e gode di altisonanti endorsement della sinistra "al caviale") e delle decine di centri di cultura popolare o simil tali (vedi il neo sgomberato Angelo Mai) gestiti ed animati da gruppi illuminati auto-nominatisi e gestori di spazi che non gli appartengono. Spazi che si sono presi con la forza. Illegalmente. Spazi i cui costi di gestione ricadono su tutta la cittadinanza, ma mai sulle loro spalle.

 

Ho già scritto su questo blog di come tali gruppi pratichino l'illegalità. Di come questa illegalità abbia trovato in tutti questi decenni partiti politici pronti a sfruttarne i ritorni in fatto di voti. Di come il filo che lega tali partiti ai movimenti che occupano illegalmente, sia realmente ed incontestabilmente un sistema di voto clientelare. Ma una cosa mi ha meravigliato: l'aver ricevuto mail, messaggi e commenti concordi con il mio post. Messaggi non di frustrazione, ma di speranza. La speranza che la legalità possa tornare a governare questa città. Il clima è evidentemente cambiato. È come se la maggioranza di cittadini onesti si sia stufata di sottostare alla violenza unilaterale di questi gruppi criminali, sia di estrema sinistra che di estrema destra.

Ma non posso non sottolineare come la politica cittadina sia sempre un passo indietro. Il sindaco Marino, all'indomani dello sgombero e del sequestro dell'Angelo Mai e di due palazzine, lamentava che la Questura non lo aveva preventivamente avvertito. Dichiarazione infelice, tanto più che i sequestri sono avvenuti sulla base di indagini tuttora in corso e di un'inchiesta che vede taluni attivisti sospettati di ricavarne ingiusto vantaggio da coloro a cui avevano assegnato in maniera unilaterale e fuori legge gli alloggi illegalmente occupati. Insomma, in quale Paese si è mai visto che la Questura informi preventivamente il sindaco di una città su un'operazione di polizia sulla scorta di un'inchiesta giudiziaria? E così, altri esponenti di spicco della sinistra romana avevano stigmatizzato l'inopportunità di tali sequestri. Sino ad arrivare all'assessore alla cultura di Roma, Flavia Barca, che invasata dal concerto glamour-indy in favore dell'Angelo Mai, inneggiava all'importanza che aveva questo luogo, arrivando ad affermare "Rinnovo l'impegno del Comune a non abbandonare l'Angelo Mai al proprio destino e mi rendo disponibile a dare il mio contributo per trovare una soluzione politica". Assessore Barca, perché non prende l'impegno di cercare di trovare più risorse per la cultura nei municipi periferici, anziché lasciarsi andare ai bei tempi della sua gioventù fatta di eskimo, borse di Tolfa e tazebao?

Ma ieri tutto è cambiato. La sinistra romana ha tuonato contro i movimenti per la casa! Ma lo ha fatto perché questa volta ad essere minacciati ed intaccati nei loro diritti non sono stati i semplici cittadini che assistono allibiti da anni allo scempio delle occupazioni illegali, ma i politici stessi. Sono stati aggrediti. Gli attivisti, forti del loro ruolo che quella stessa classe politica gli ha da sempre riconosciuto, sono entrati nel palazzo per rivendicare ciò che avevano sempre visto loro garantito: l'impunità, l'approvazione e la protezione politica.

E come per incanto, il sindaco Marino, più svariati assessori (rimasti silenti dopo la chiusura dell'Angelo Mai), così come i leader romani di quella sinistra "compagna", accusano gli attivisti di essere "fascistelli". Mostrando il vero volto di certa politica d'accatto: va tutto bene finché non sia la politica a subire una violenza, un torto, un diritto negato.

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" Cronache locali, cronache marziane, sceneggiature per lungometraggi nel cassetto. Il mantra è ""ci sono diversi punti di vista ma la verità è una sola"", con buona pace del Pensiero debole. "

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