Domenica, 19 Settembre 2021
Cose da Pazzi

Opinioni

Cose da Pazzi

A cura di Enrico Pazzi

Lettera a Ferilli, Mannoia, Santamaria e Venditti

Davvero ammirevoli questi attori, cantanti, cantautori, musicisti, ballerine e starlette che, quando si trattava di vincere facile con il primo Rutelli e poi con Veltroni, erano a pecoroni. Mentre oggi, che non è più tanto scontata la vittoria del centrosinistra a Roma, sbattono la porta con la scusa che la "Vera Sinistra" non c'è più. 

Val la pena però ricordare alle varie Ferilli, ai tanti Santamaria, alle innumerevoli Mannoia e ai sempreverdi Venditti, che la classe dirigente del centrosinistra a Roma non è poi così tanto cambiata rispetto alla sinistra del Modello Roma, delle Estati Romane, dei concertoni gratis a piazza del Popolo, dei brunch ai Circoli canottieri e dei ricevimenti alla Casina Valadier.

Semmai, è cambiato il paradigma, il format della politica. Un cambiamento che ha messo a dura prova le abitudinarie modalità di promozione della politica cittadina. A Roma non ci sono più i fondi per la cultura, scarseggiano i soldi dati a profusione per le ammirevoli iniziative culturali che, bene o male, vedevano tra i beneficiari sempre gli stessi. Ovvero, quel bel mondo del cinema, del teatro e della musica del generone romano. Così come, sta cambiando la Rai, sono diminuiti i fondi pubblici che il Mibac dava a grosse manciate sempre agli stessi autori, stanno diminuendo i premi, si è impoverito il budget del Concertone del Primo maggio ed è stata ridimensionata la Festa de Cinema di Roma. Più che essere sparita la Sinistra, a Roma sono finiti i soldi. La Sinistra romana è sempre la stessa. Solo un po' più povera e meno capace di elargire fondi e mance ai propri celebri sostenitori. 

Oltre al fatto che oggi, il voltafaccia di una Ferilli o di un Venditti, non fa più tanto clamore. Non tanto perché questi personaggi non godano della stessa celebrità di 10-20 anni fa, quanto perché oramai il consenso politico segue altre strade. A guardar bene, l'endorsment delle celebrità fa più male che bene nei confronti di chi lo riceve. Fossi nel Movimento 5 Stelle, non impazzirei all'idea di avere tra i miei celebri sostenitori gran parte di coloro che, durante l'era del Modello Roma, sedevano tra le prime file dei beneficiati. 

Consiglierei alla Ferilli, così come ai suoi celebri sodali, di farsene una ragione. D'altronde fu proprio lei ad aver preso parte al film "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino. Nel caso non l'avesse capito, quel film, premiato con tanto di Oscar, non è altro che uno scoppiettante funerale della Roma magnona, che tra un frizzo e lazzo, è morta proprio a causa della propria inutilità culturale. Della propria sterile ragion d'essere. 

C'è chi ammira da lontano questa grande bellezza del fuggi fuggi generale. Degli stracci sgargianti che svolazzano tra le vie del centro storico, tra piazza Navona e Fontana di Trevi. Sperando che finalmente si sia compresa l'esigenza di ripartire dalle periferie e da tutti coloro che la nave non l'abbandonano. Nonostante tutto e tutti.
 

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