Domenica, 19 Settembre 2021
Cose da Pazzi

Opinioni

Cose da Pazzi

A cura di Enrico Pazzi

Giunta 5 Stelle: le correnti, Virginia Raggi, Lo Cicero e Cannavacciuolo

Com’era prevedibile, Virginia Raggi sta incontrando non poche difficoltà a comporre la giunta che dovrà governare Roma.  Il primo elemento che si può desumere da questa faccenda: ai romani non importava poi tanto che i candidati a sindaco avessero la giunta pronta ancor prima del voto. Lo avevano capito Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle, non lo hanno capito Roberto Giachetti e i suoi spin doctor. 
Il secondo elemento lo ha scritto bene Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di quest’oggi: il Movimento 5 Stelle a Roma non ha classe dirigente. O almeno, non ne ha abbastanza. Ad oggi, i nomi certi non sono altro che un’accozzaglia di personalità prese un po’ a destra e un po’ a sinistra, tutti con un proprio pregresso background politico pre-grillino ben distinguibile.

Con personalità come Paolo Berdini che, negli ultimi 20 anni, ha rappresentato la tipica classe dirigente vetero-sinistra, più abituata all’opposizione che al governo. E difatti, all’indomani dell’elezione di Virginia Raggi, lo stesso Berdini si è incartato già tre volte. Con grande imbarazzo di tutti. La vera classe dirigente del Movimento 5 Stelle di Roma è rappresentata da Daniele Frongia, Marcello De Vito ed Enrico Stefàno. Tre esponenti politici che si sono fatti le ossa dai banchi dell’opposizione durante la scorsa consiliatura, proprio in compagnia della stessa Raggi. Ma sono davvero pochi per poter riempire tutte le caselle della futura giunta grillina. Alla fine Roma avrà una giunta raffazzonata e, al giro di boa del primo anno di governo, non poche saranno le dimissioni e le defenestrazioni. 

Terzo elemento: le giunte proposte per i singoli municipi di Roma governati dal Movimento 5 Stelle (12 sui 14 andati al voto) si preannunciano di scarsissimo livello. Giunte per lo più composte per cordate familistiche, amicali e, quando va bene, di corrente. Gli unici indipendenti proposti, qua e là nei vari municipi, non hanno alcuna preparazione politica ed amministrativa. Al massimo si sono distinti per qualche scampagnata domenicale e per qualche lista civica civetta presentata o abortita sul nascere delle ultime tre tornate amministrative. Per non parlare dei pluri-trombati di quartiere. E’ bene tenere a mente questo elemento, poiché gli assessori municipali possono fare parecchi danni. In alcuni casi, molti più danni degli assessori capitolini. 

Quarto elemento: anche nel Movimento 5 Stelle ci sono le correnti. Per lo più sconosciute ai molti, poiché il Movimento 5 Stelle ha una natura settaria, almeno nei suoi gangli organizzativi, e anche perché gli esponenti principali sono ancor oggi sconosciuti alle cronache cittadine. Ma appare evidente come da una parte ci sia Virginia Raggi con il fidato Daniele Frongia e dall’altra la parlamentare Roberta Lombardi con il suo sodale Marcello De Vito. I primi contraccolpi di questa guerra intestina tra correnti si sono potuti apprezzare all’indomani della scelta del candidato 5 Stelle a sindaco di Roma. Allorquando, in virtù di un vero e proprio provino televisivo, è stata preferita Virginia Raggi a Marcello De Vito. Fonti interne al Movimento 5 Stelle raccontano di una sessione di 5 ore tenutasi in un vero e proprio studio televisivo a Milano, durante la quale i quattro consiglieri Marcello De Vito, Virginia Raggi, Daniele Frongia ed Enrico Stefàno, sono stati sottoposti ad un tour de force di domande incrociate da parte di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione della Casaleggio Associati. Al termine delle cinque ore, Virginia Raggi è risultata la più convincente e telegenica, mostrando, inoltre, una maggiore tenuta psicofisica. Al pari di un test della Nasa, la Raggi ha vinto così il suo viaggio sulla luna. E le Primarie online? Puro folklore a 5 stelle. 

In ultimo, vi racconto una gustosa scenetta alla quale mi è capitato di assistere proprio stamane sulla metro A e che rappresenta bene il clima a Roma in questo frangente. Tre signori sulla sessantina stavano parlottando della giunta Raggi, confondendo l’ex rugbista Andrea Lo Cicero, in procinto di essere nominato assessore allo Sport, con lo chef Antonio Cannavacciuolo. E alla fine tutti e tre erano ben contenti di avere lo chef napoletano assessore di Roma. Tanto che uno dei tre signori ha poi esclamato, “Aò, ve immaginate quello, grande e grosso, che mena tutti sti zingari pe’ Roma?!?!”. E giù risate. Un tempo si diceva, “La fantasia distrugge il potere ed una risata vi seppellirà”. Finché dura.

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