Cose da Pazzi

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A cura di Enrico Pazzi

Emergenza rifiuti: le #magliettegialle e il cassonetto dell'avvenire

L’operazione #magliettegialle è stata un successo. A livello mediatico, perché il Partito Democratico ha dettato l’agenda politica romana, costringendo il Movimento 5 Stelle ad inseguire, tanto da aver spinto il sindaco Raggi ad impegnare circa 2 milioni di euro per ripulire alcune zone di Roma, con il solo fine di sottrarre immondizia da raccogliere agli attivisti dem. A livello politico, avendo impostato il dibattito su tematiche nobili come la tutela dell’ambiente e il decoro urbano. Tanto più che altri movimenti e partiti si guadagnano l’attenzione dei media a suon di affermazioni xenofobe e populiste.

Il Pd a Roma, con questa iniziativa, cerca di rigenerarsi, cercando di ricostruire un rapporto con i propri attivisti al suo interno e con la cittadinanza al suo esterno. Con la finalità di superare la crisi di consenso derivante dall'inchiesta Mafia Capitale. È chiaro che poi la questione del ciclo dei rifiuti non si esaurisce con le magliette gialle. Ma vale la pena ricordare come il Movimento 5 Stelle ad oggi non riesce a proporre soluzioni per il presente, annunciando che nel 2022 avremo il 70% di raccolta differenziata. Come a dire, siamo in attesa del “cassonetto dell’avvenire”.

È acclarato che sin dagli anni ’60 a Roma, proprio in occasione delle Olimpiadi, si sia demandato il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti ad un solo soggetto privato, facendolo diventare di fatto monopolista. Quel Manlio Cerroni che il 9 gennaio 2014 veniva arrestato assieme ad altre 6 persone. Finisce così di colpo l’era geologica capitolina del “Supremo”. L’11 luglio 2014 l’allora sindaco Ignazio Marino annunciava la chiusura della discarica di Malagrotta, che la Commissione Europea ci chiedeva sin dal 2007. Da lì in poi a Roma è stato impossibile governare il ciclo dei rifiuti. Sparito il monopolista, chiusa la discarica magna di Malagrotta, Roma sta vivendo una situazione difficile, che culmina nelle oramai cicliche emergenze-immondizia.

A Roma manca a tutt’oggi un progetto alternativo e subito attuabile. La giunta Marino, proprio all’indomani della chiusura di Malagrotta, annunciava il piano speciale per i rifiuti: la realizzazione di un eco-distretto, la costruzione di bio-digestori per il trattamento della frazione organica e un trito-vagliatore da aggiungere a quelli già esistenti.  Poi però Marino cade per inagibilità politica, ma il progetto resta comunque in piedi. Arriva Virginia Raggi che straccia il piano rifiuti di Marino, nomina assessora una ex consulente di Cerroni e inizia a fare blitz in giro per i centri Tmb e per i cassonetti di Roma (ricordate i video?), rovistando nei rifiuti assieme a Paola Muraro. Quest’ultima poi viene indagata e fatta dimettere da Beppe Grillo. Il sindaco Raggi (ovvero, sempre Beppe Grillo per suo conto) tira fuori dal cilindro Pinuccia Montanari, già assessore all'Ambiente a Reggio Emilia (che ha la stessa popolazione del III municipio di Roma), esperta di sostenibilità ambientale, che i romani al momento ricordano solo per aver negato l’emergenza e per aver annunciato con Raggi il piano rifiuti del futuro: nel 2022 arriveremo al 70% di raccolta differenziata e tutti i problemi di “monezza” saranno risolti. Ragione per la quale, non servono termovalorizzatori, bio-digestori, né altre diavolerie del genere. Il futuro è certo. Il presente, una maleodorante incognita.

Nel frattempo, ogni settimana, decine di treni partono da Roma per l’Austria (e chissà per quali altri paesi) carichi della nostra immondizia. Lì la bruciano nei termovalorizzatori e ci scaldano le loro case. Noi li paghiamo perché lo facciano. Ma c’è anche la beffa. Giorni fa Grillo annuncia la sua "semplice" soluzione: facciamo come a Barcellona! Peccato che a Barcellona ci siano gli inceneritori che noi a Roma non vogliamo.

E mentre Roma è sull’orlo del baratro della monezza, Virginia Raggi sarà impegnata a leggersi i 140 curricula inviati dai candidati per la nomina del nuovo Cda di Ama. Questa sì una vera rivoluzione! 

E’ lo spoil system, bellezza.

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