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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cose da Pazzi

Opinioni

Cose da Pazzi

A cura di Enrico Pazzi

Angelo Mai e Teatro Valle. Il ricatto delle occupazioni

Ho vissuto per quasi vent’anni a Montesacro, terra di occupazioni illegali di destra e di sinistra. Due fazioni ideologicamente opposte che utilizzano lo stesso strumento illegale. Come cronista anni fa mi trovai a scrivere un’inchiesta sul commercio abusivo delle case Ater occupate al Tufello. Case vendute per qualche decina di migliaia di euro, dopo aver divelto la porta di ingresso. Ho assistito alle occupazioni di diversi luoghi di “cultura”, dall’Horus Club, al cinema Astra. Ho assistito ad occupazioni con bieche finalità politiche proprio alla vigilia delle elezioni amministrative del 2008, con l’occupazione di Casale Nei, ai danni dell’allora candidato di centrosinistra alla presidenza del municipio. Più volte ho scritto articoli sulla “Politica delle occupazioni”.

Risultato? Mi sono preso del “fascista”, del “manganellaro”. Sono stato critico con le occupazioni di Casapound in via Val d’Ala, con la concessione da parte di Alemanno di tre ettari e due casali al Parco della Marcigliana, per compensare l’occupazione di sinistra di Puzzle al Tufello. Risultato? Loschi figuri ad aspettarmi sotto casa. Ho visto con i miei occhi come lo strumento delle occupazioni illegali è in mano alla politica più bieca ed affaristica. Come con le occupazioni si crei consenso attraverso il voto clientelare. Posti di lavoro. Locali ad uso gratuito. Attività commerciali esenti da tasse e permessi.

Le decine di sigle che occupano approfittano della debolezza dello Stato. Cercano e trovano supporter nel mondo dello spettacolo, della cultura, della politica. Artisti, politici, giornalisti, cantautori che magari, per giustificare ai “compagni” il proprio ricco successo, sono pronti a lottare e a combattere a fianco di coloro che reputano essere la povera gente. Quasi fossero in cerca di una verginità perduta. Negano lo stato di diritto, in virtù dello stato di fatto. Al pari delle migliaia di imprenditori truffaldini, al pari di un Berlusconi qualunque. Faccio ciò che uno Stato debole mi consente di fare, non ciò che la legge prescrive.

In questi giorni a Roma è successo qualcosa di raro. Lo Stato ha fatto valere la propria legge. Ha sgomberato due palazzine e l’Angelo Mai. Dovrebbe fare lo stesso con il Teatro Valle e con altri luoghi occupati abusivamente. Ma il potere di ricatto dei potentati delle occupazioni è troppo forte. La sua arma di ricatto? Vi mandiamo centinaia di disperati senza casa a violare i sigilli. Non vi diamo più i voti che vi hanno permesso di essere eletti.

Molti ad oggi decantano il Teatro Valle quale grande esempio di “bene comune”, tanto più che hanno trovato in Europa uno sciagurato pronto a dargli un riconoscimento. Proprio ora che gli illuminati del Valle sono impegnati a “legalizzare” la faccenda con la nascita di una Fondazione (lo stratagemma più comodo per raccogliere soldi). Ma dopo un diffuso giubilo per quell’occupazione, non poche sono state le voci dissonanti anche da parte del gotha della cultura di Sinistra. In fin dei conti, è tempo di capire se questi occupanti ad oggi non siano solamente un’oligarchia autonominatasi, che decide i contenuti e gli artisti che devono calcare le tavole del palco dello storico teatro romano. Oligarchia che ha avuto unicamente il merito di rendersi protagonista di un atto illegale ai danni dell’amministrazione pubblica e, in special modo, capitolina, con tanto di bollette ed utenze pagate da tutti i cittadini romani. Occupazione che ha tutti i tratti dell’anti-politica grillina, con autogestione (sempre della solita oligarchia rivoluzionaria), Ma come ha scritto Paolo Fallai sulle pagine del Corriere della Sera, "gli occupanti del Valle sono bravi e simpatici, ma rimangono una minoranza che si è arrogata il diritto di occupare un bene pubblico".

Ed oggi ci troviamo ad affrontare l’oltraggio all’Angelo Mai. Quale oltraggio? Come si pretende di impegnarsi per un mondo migliore se si infrange la legge? Come si può oggi, dopo vent’anni di Berlusconi, continuare a sostenere che non è importante “come” si ottiene qualcosa, ma “ottenere qualcosa”? Intellettualmente tossici. Per non parlare delle accuse che vengono mosse ai movimenti per la casa. Ricatto, con richiesta di prestazioni gratuite, di somme di denaro, voto di scambio. Tutto il peggio di ciò che avremmo potuto immaginare. Se confermate queste accuse, i cittadini per bene dovrebbero andare a sgomberare gli spazi illegalmente occupati.
In ultimo, Marino ha perso una buona occasione per stare zitto. Come può il sindaco di Roma bacchettare la Questura? Prendendo goffamente le distanze da un’azione sacrosanta, “Non mi hanno informato prima”. 
Questa non è politica, è uno schifo.

Angelo Mai e Teatro Valle. Il ricatto delle occupazioni

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