Giovedì, 16 Settembre 2021
Avvocato del Cittadino

Opinioni

Avvocato del Cittadino

A cura di Emanuela Astolfi

Quando non rischia la condanna il marito che di sua iniziativa riduce l'assegno di mantenimento per la moglie?

Mio marito versa in ritardo l'assegno di mantenimento. O, peggio, mio marito non mi versa più l'assegno o riduce autonomamente l'importo. Sentiamo quotidianamente storie del genere allo Sportello Famiglia di Avvocato del Cittadino. Ma cosa si può fare? 
Partiamo da qui: l’art. 570 c.p. precisa che commette violazione degli obblighi di assistenza familiare chiunque, abbandonando il domicilio domestico o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge.

Di conseguenza versare l’assegno a "rate" od omettere di corrisponderlo per mesi e mesi è reato. Infatti, gli obblighi di assistenza familiare non vengono meno con lo scioglimento del matrimonio: gli impegni di natura economica devono essere rispettati in maniera rigorosa, e non sono "scusabili" inadempienze anche se occasionali.

Eppure, in questi giorni, la Corte di Cassazione, precisamente con la sentenza n. 23010/2016, non ha confermato la condanna (a due mesi di carcere e multa) ad un marito che, per 7 mesi, ha autonomamente deciso di ridurre il mantenimento in favore della ex consorte e dei figli.

Secondo la Cassazione, la diminuzione dell’assegno – avvenuta per un breve periodo e senza che la moglie abbia dimostrato lo stato di bisogno nel periodo dell’inadempimento –  non è sufficiente a configurare la responsabilità penale del marito.  

Dunque se l’autoriduzione avviene per un breve lasso di tempo e non si dimostra lo stato di bisogno, la condotta non è penalmente rilevante. La Suprema Corte ha infatti ravvisato “una sostanziale inesistenza di un effettivo stato di bisogno dei destinatari dei versamenti – posto che lo stesso va tenuto – distinto dall’obbligo di mantenimento ed individuato in quanto è necessario per la sopravvivenza, sia pure con la valutazione di altre complementari esigenze quali abbigliamento, istruzione, abitazione, mezzi di trasporto e simili […]non pare adeguatamente motivata la circostanza della sussistenza dello stato di bisogno della moglie e dei figli minori“.

Se avete la necessità di effettuare una consulenza con lo Sportello Famiglia di Avvocato del Cittadino, il numero da chiamare per fissare l'appuntamento è lo 06.45433408.

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