Abitare Roma: le parole per dirlo

Abitare Roma: le parole per dirlo

Un seminario formativo (?) per sondare Morassut come sindaco di Roma

E’una task-force quella che Roberto Morassut, attuale deputato del PD, ha messo in piedi qualche giorno fa, martedì 29 settembre, per presentare la sua ultima fatica letteraria. Un libro su Roma. Come il precedente. Quello scritto a ridosso della fine del “modello romano” che aveva consegnato la città a un sindaco postfascista. Da ex assessore all’urbanistica aveva preso carta e penna per dire la sua su come stava andando Roma. In quel libr(etto) trovate le parole per dirlo. Andava male.

Ora, con il nuovo testo, sempre Morassut, sembra dire che non è che  Roma se la stia passando meglio. Le parole per parlare della città, quando sono dette  da chi ha avuto a che fare con le sue trasformazioni, sono preziose perché mettono, chi ascolta, in grado di confrontare la propria condizione urbana con la città. Con  ciò che è stata. Con ciò che ci circonda. Con ciò che diventerà l’abitare.

Negli ultimi tempi Morassut è stato preso, poi, da un certo attivismo mediatico che ha trovato addirittura una forte sovraesposizione  sul Messaggero. Un fiume di interviste e comunicati con cui l’ex assessore, manifestando le sue forti perplessità  sul Nuovo Stadio della Roma per settimane, si è passato la palla con i giornalisti del quotidiano di Caltagirone. L’editore – costruttore  che, contro lo stadio di Pallotta e Parnasi, sembrava aver ingaggiato una battaglia all’ultimo metro cubo.

E’ stato per questo che in occasione della presentazione del nuovo libro alla Casa dell’Architettura, all’Acquario Romano, sede dell’Ordine degli architetti, è stato sold –out? Può darsi. Come altrettanto può darsi che un “aiutino” al tutto pieno sia stato aggiunto dal fatto che, presenziando a quell’evento, gli architetti iscritti all’Ordine di Roma, avrebbero ricevuto 3 crediti formativi.  Questa volta Gratis.

Da quest’anno, infatti, l’Europa  chiede a tutti i professionisti, architetti inclusi, di continuare la propria formazione fissando un tetto di “crediti” che ognuno deve raggiungere anno per anno. E’ nata così una sorta d’industria della formazione dal doppio canale: a pagamento e gratuito. E’ quindi tutto un affollarsi quando ci si aggiorna, come è successo martedì 29,  gratuitamente . In quest’occasione, la gratuità, era accompagnata da un di più.  Ai tanti architetti era stato promesso un seminario.

Ovvero un confronto di parole. Su come dovrebbe essere la città in cui vivono e lavorano. Così si sono (ci siamo) ritrovati in molti in quella sala. Come molti erano i presenti che, nell’era del centrosinistra (1993-2008) avevano guidato la macchina capitolina e  lavorato al modello Roma.

Una piacevole atmosfera, curata nei dettagli. Anche troppo. Aspettando parole su Roma, non c’erano report o documentazioni come accade in qualsiasi seminario.

Di parole ce ne sono state tante. Soprattutto, quasi esclusivamente, sul PD romano.  Una sorta di  rimpiattino tra i giornalisti ospiti e Morassut che hanno dribblato, da subito, la presentazione  istituzionale dell’architetto Laura Ricci che, diligentemente, aveva iniziato a parlare di Roma. Città  che ben conosce essendo stata nella cucina che ha fatto il nuovo piano. Roma è rimasta sullo sfondo.  Come il territorio di esercizio di governo (di potere?) del partito democratico, ( dei partiti democratici).

Poi alle 19  e30 quando ufficialmente e gli impiegati dell’Ordine prendono la firma di presenza dei partecipanti, molti hanno (abbiamo) lasciato l’aula con una doppia domanda. Per la mia formazione professionale  serve sapere che esistono vari  PD e  che quello romano è in fibrillazione? Perché dare una simile vetrina ad un politico che se non ci fosse stata la “precettazione “ europea, forse, si sarebbe ritrovato in un’altra cornice e  con qualche amico?

La risposta  sta, forse, nel fatto che con quel seminario,  si stava sondando la possibile candidatura di Roberto Morassut ad  essere il prossimo Sindaco di Roma? Ecco il perché di tante presenti “forti” invitate in platea: costruttori,  politici vecchi e nuovi; i tantissimi funzionari comunali. Questa è la politica romana.  Anche questa è formazione.
Per quella professionale, l’Europa dovrà pazientare.
Sarà per la prossima volta.

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Intanto la città continua ad  andar male. Non certo per colpa degli architetti o di, almeno, quei forzati presenti  che, comunque, sono (siamo) usciti con tre crediti in tasca. Grazie Roberto.

Abitare Roma: le parole per dirlo

" Antonello Sotgia. Architetto. Convinto che la ""città è opera collettiva per eccellenza"", non riesce a darsi una ragione del perché si permetta alla rendita dei ""pochi"" di cancellare l'abitare dei ""molti"". "

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