Salute

"San Camillo Risponde", consulenza telefonica per pazienti con patologie a rischio

L'ospedale San Camillo ha attivato un servizio telefonico per la presa in carico, durante la fase post emergenza Covid, di nuovi pazienti con patologie potenzialmente a rischio

L'ospedale San Camillo ha attivato un servizio telefonico per favorire contatto tra utenti e specialisti. Un servizio per la presa in carico durante la fase post emergenza COVID di nuovi pazienti con patologie potenzialmente "a rischio”, in cui parallelamente alla progressiva riattivazione delle attività programmate, è necessario creare le condizioni per i pazienti attualmente “non urgenti” di entrare in contatto con gli specialisti e, al bisogno essere visitati.

L’Azienda San Camillo - Forlanini ha deciso di avviare il servizio telefonico “San Camillo Risponde” per creare un contatto diretto tra gli specialisti e tutti quei pazienti per i quali un ritardo diagnostico può innescare o aggravare una patologia che necessita la presa in carico rapida.

Un servizio di consulenza telefonico attivo per pazienti - e per i loro medici curanti - che non rientrano nelle categorie U e B ma che hanno necessità di contatto con uno specialista. Il servizio prevede sportelli telefonici specialistici aperti due ore al giorno secondo il calendario reso disponibile dalle Unità operative.

Per facilitare l’accesso al servizio, dal 12 maggio sarà attivo dal lunedì al venerdì con orario dalle 8 alle 17.00 al numero 06 58703019.
Un servizio di carattere generale per orientare l’utenza sulle modalità d’accesso al “San Camillo Risponde” dove un operatore interno fornirà contatti telefonici, indirizzi email ed orari delle differenti Unità Operative i cui riferimenti saranno reperibili anche nell’apposita sezione del sito aziendale www.scamilloforlanini.rm.it

Nell’ambito dei servizi di presa in carico in tempi di Coronavirus è stato già attivato il Servizio di recall telefonico per i pazienti prenotati e sospesi dal 9 marzo, e quello per i pazienti già in carico e che sono seguiti con una gestione “a distanza”.

Restano sospese, fino al 30 maggio, tutte le visite tranne urgenze U e B.

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