Sabato, 24 Luglio 2021
Salute

Partorire ai tempi del Coronavirus, la testimonianza di due neo genitori romani

Dall'arrivo in ospedale, con la misurazione della febbre a tutte le accortezze del caso, fino alla gioia di avere la loro bimba tra le braccia. Niente nonni e parenti in visita

foto di repertorio

Diventare mamme e papà in questi giorni di emergenza Coronavirus, genera - inevitabilmente - ansia, apprensione, paura nei futuri genitori. Gli ospedali danno nuove disposizioni: con la partoriente può entrare solo una persona a meno che non abbia sintomi sospetti, nessun altro può entrare in visita, neanche dopo la nascita del bambino.

Tante sono le attenzioni che il personale medico e paramedico hanno attuato dall'inizio dell'emergenza per assicurare alle mamme e ai papà serenità e "normalità" e ai neonati tutta la sicurezza possibile.

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La testimonianza di due neo genitori romani

Hanno raccontato la loro esperienza a Romatoday Giordano ed Ester, una coppia di romani diventati genitori di Irene la mattina dell'11 marzo. Ester ha partorito con un parto cesareo al Policlinico Casilino. All'arrivo alle 7 in ospedale il personale ha fatto entrare solo la mamma, facendo aspettare fuori il papà.

"Per prima cosa mi hanno misurato la febbre, poi mi hanno fatto entrare all'interno del pronto soccorso, dove è stata dedicata una parte solo alle donne incinte, con apposite misure di sicurezza, come la distanza tra una seduta e un'altra". In questa stessa zona riservata alle future mamme, Ester è stata sottoposta ai monitoraggi e a tutte le visite necessarie prima di essere spostata in sala parto. 

"Nel frattempo io sono rimasto in una sala d'attesa - ci racconta Giordano - da solo. Alcune sedute erano state sbarrate dal nastro per poter mantenere la distanza obbligatoria anche se fossero arrivate altre persone. Sono potuto entrare in sala operatoria solo al momento del parto per poter vivere la nascita di Irene. Abbiamo potuto tenere la nostra bambina tra le braccia per un po', dopodiché l'hanno portata al nido per tutte le dovute visite".

Un iter assolutamente normale, solo con qualche accortezza in più, quello che è stato richiesto ad Ester e Giordano in un momento così delicato per il Paese e per la sanità: "Sono stati tutti eccezionali. Sono stata incoraggiata, aiutata, controllata con grande attenzione nonostante le difficoltà che gli ospedali vivono in questo momento storico, tra turni massacranti, mascherine che mancano e che, spesso, medici e infermieri devono riutilizzare per più giorni. Posso solo dire che la mia esperienza è stata meravigliosa e che spirito positivo, professionalità, voglia di dare il massimo non sono mai mancati".

L'emergenza Coronavirus, però, ha imposto restrizioni e cambiamenti anche sul post-parto, in particolare sulle visite e sui tempi di permanenza delle donne in ospedale. "Niente nonni e parenti in visita, solo il papà può entrare - sottolinea Ester - e uscirò dopo due giorni dal parto cesareo e non dopo 3 come avviene solitamente. Per il parto naturale fanno uscire anche il giorno successivo al parto". 

Una storia di gioia, di vita, di speranza che fa bene al cuore in questo momento buio.

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