Due piccoli magneti per riaprire un dotto biliare: l'intervento al Policlinico Gemelli

"Il Servizio sanitario del Lazio non si ferma davanti all’emergenza COVID-19", afferma l'assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato

Riaperto con un metodo innovativo il dotto biliare di un paziente con una condizione clinica molto difficile, già sottoposto a due trapianti di fegato. L'eccezionale intervento (prima volta in Europa e in America) al tempo dell'emergenza Covid-19 effettuato con successo da una equipe multidisciplinare di endoscopisti e radiologi interventisti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs coordinata da Guido Costamagna. 

Il passaggio della bile, chiuso da una cicatrice invalicabile, è stato riaperto dalla forza di due piccoli magneti, che attraendosi l'un l'altro hanno ristabilito la continuità del dotto. L'intervento urgente e mini-invasivo di ricanalizzazione di una stenosi (restringimento) 'invalicabile' è lo straordinario traguardo clinico raggiunto nonostante l'emergenza Covid-19. 

Nel trapianto di fegato la via biliare del donatore viene suturata a quella del ricevente (anastomosi): il restringimento di questa zona suturata è la complicanza più frequente (oltre il 10%) e avviene per un eccesso di cicatrizzazione. 

Dopo l'insuccesso nel superamento della 'stenosi dell'anastomosi biliare' con metodi endoscopici e radiologici 'convenzionali', l'equipe multidisciplinare guidata da Costamagna, ordinario di Chirurgia Generale all'Università Cattolica e direttore dell'Unità Operativa di Endoscopia Digestiva Chirurgica del Gemelli, ha posizionato nelle vie biliari, a monte e a valle della stenosi, due piccoli magneti: quello inferiore tramite endoscopia e quello superiore attraverso il fegato, dopo puntura delle vie biliari dalla cute, in contemporanea.

"Il Servizio sanitario del Lazio non si ferma davanti all’emergenza COVID-19", afferma l'assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato."Voglio ringraziare il Policlinico Agostino Gemelli per l’eccezionale intervento effettuato utilizzando un metodo innovativo. E’ stato infatti possibile riaprire il dotto biliare di un paziente con una condizione clinica complessa e già sottoposto a trapianto di fegato. Voglio ringraziare l’equipe multidisciplinare guidata dal prof. Guido Costamagna che ha portato a termine l’intervento, primo nel suo genere in Europa".

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