Tumore al seno, la Mammografia 3D è l'arma che permette di individuarlo precocemente

Come funziona e quali sono i vantaggi di questa tecnologia di visualizzazione di immagini in alta definizione che permette di individuare il cancro alla mammella in fase precoce

Foto da Facebook @artemisialab

Il tumore alla mammella colpisce oggi 1 donna su 8 e ogni anno vengono diagnosticati circa 48 mila nuovi casi. Per questo la prevenzione, attraverso visite specialistiche e strumenti all'avanguardia sta diventando sempre più importante, la migliore arma per combattere o prevenire il tumore al seno, prima causa di morte tra le donne. 

La ricerca, negli ultimi anni, ha compiuto davvero importantissimi passi in avanti e il trattamento del tumore al seno è andato incontro a nuove tecnologie. La mammografia 3D, in particolare, è lo strumento che, in ambito radiologico, insieme all'ecografia, permette di individuare il cancro alla mammella precocemente.

"L’avvento della Tomosintesi ci ha consentito di vedere oltre ciò che eravamo abituati a riconoscere in 2D, grazie allo studio della mammella in strati sottili di 1 mm ed oggi il suo impiego è diventato ruotinario", spiega la dottoressa Rossella Occhiato, Dirigente Medico e Docente in Convenzione, Università La Sapienza – Policlinico Umberto I - Professionista della Rete Artemisia Lab

"Nell’ambito della diagnostica per immagini ad oggi - prosegue la dottoressa Occhiato - non è stata messa a punto nessuna indagine in grado di sostituire la Mammografia. La Mammografia 3D rimane al primo posto tra gli esami di primo livello da effettuare in fase di screening".

Che cos'è la Mammografia 3D

La Mammografia 3D, o Tomosintesi della mammella, è una tecnologia di visualizzazione di immagini 3D che permette di controllare la mammella da differenti angolazioni, attraverso una scansione di breve durata di una mammella mantenuta ferma. I centri Artemisia Lab, da oltre un anno hanno messo questo strumento avanzato a disposizione delle pazienti.

I vantaggi del sottoporsi a questo tipo di indagine sono diversi. In primis la tecnologia 3D permette di vedere cose che la classica mammografia in 2D non dava modo di individuare. Le immagini in alta definizione permettono di vedere, anche in fase precoce, eventuali alterazioni. Vengono superati i problemi di sovrapposizione dei tessuti, c'è una riduzione della dose complessiva di raggi. Inoltre la mammografia 3D assicura la precisa localizzazione di una lesione all'interno della mammella. 

Questo tipo di indagine si rivolge alle donne tra i 40 e i 69 anni, la fascia di popolazione femminile maggiormente colpita da tumore al seno. In caso di familiarità, la fase di prevenzione può iniziare già dai 35 anni. 


 

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