Sabato, 13 Luglio 2024
Salute

Prevedere l'evoluzione dell'ictus grazie all'intelligenza artificiale: al Gemelli la parte clinica del progetto

Il Policlinico Gemelli insieme si occuperà della parte clinica del progetto TRUSTroke che si baserà sull'IA capace di prevedere l'evoluzione dell'ictus con vantaggi importanti per il paziente e medici

La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha vinto, insieme ad altri 12 partner, il bando Horizon della Commissione Europea con il progetto TRUSTroke (finanziamento da 6 milioni di euro circa), incentrato sull'uso dell'intelligenza artificiale nei pazienti con ictus. 

Il progetto mira ad usare l’intelligenza artificiale nei pazienti con ictus per prevedere con precisione, già nei primi 2-3 giorni dall'ictus, quale sarà l'evoluzione clinica di quel paziente a distanza di 10 giorni o a 3, 6, 12 mesi, in termini di sopravvivenza e di sviluppo di disabilità. 

Il progetto TRUSTroke si articola in due grossi filoni: la parte tecnica, che si occuperà di sviluppare gli algoritmi, e la parte clinica, coordinata dal Policlinico Universitario A.Gemelli IRCCS che col Centro multidisciplinare Gemelli Generator diretto dal professor Vincenzo Valentini, Vice Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS avrà il ruolo di coordinare le attività cliniche, svolte in strutture ospedaliere di rilievo mondiale. Completata la fase preparatoria, questi strumenti di intelligenza artificiale saranno validati su una serie di pazienti, per verificare se sono stati correttamente 'addestrati', cioè per valutare se la previsione che l'algoritmo fa in termini di miglioramento o peggioramento clinico, di recidiva di ictus, di re-ospedalizzazione, di aderenza alla terapia di prevenzione secondaria, risulti affidabile o meno.

"L'intelligenza artificiale”- spiega il dottor Pietro Caliandro, Dirigente Medico presso la Stroke Unit del Policlinico Gemelli, Docente di Neurologia presso l'Università Cattolica, campus di Roma e Coordinatore del Work Package clinico del progetto- “ha un'enorme potenza di calcolo e potrebbe rivelarci, in fase molto precoce, una serie di informazioni che attualmente ci sfuggono. Se gli algoritmi che stiamo costruendo si dimostreranno validi questo ci consentirà di ottimizzare il percorso di cura del paziente, non solo in ospedale, migliorando la sua assistenza e i tempi di degenza, ma anche a domicilio, dove continuerà a essere seguito attraverso strumenti e applicazioni che faranno da interfaccia tra il paziente a casa e noi in ospedale".

“Un’opportunità straordinaria di implementazione dei processi di gestione dei pazienti con ictus ischemico con importanti ricadute per il singolo paziente e la collettività" sottolinea il professor Paolo Calabresi, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neurologia del Policlinico Gemelli e Ordinario di Neurologia presso l'Università Cattolica. 

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