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Zona arancione per Roma e il Lazio? Parametri ancora al limite. D'Amato: "Rt a 0.98. Aumentano i focolai"

Il presidente dell'Ordine dei Medici Antonio Magi: "Nei reparti ospedalieri iniziamo a vedere anche persone giovani, cosa che prima non avveniva"

Zona gialla o zona arancione? Roma e il Lazio, per la terza settimana di fila, sono in bilico. I dati non permettono alla Regione di sbilanciarsi anche perché lo scenario è variegato: da un parte la Capitale sembra tenere botta, dall'altra le province a sud invece no. Ad Aprilia, per esempio, la Asl di Latina ha registrato la variante inglese in un'intera famiglia. A Frosinone, invece, la zona arancione è in vigore ormai da lunedì scorso.

Stando a quanto sottolineato dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato nel bollettino sul Coronavirus del 4 marzo "il valore Rt è a 0.98". "Calano i decessi, ma aumentano i nuovi focolai. Restano stabili i tassi di occupazione dei posti letto", anche i ricoveri dei pazienti gravi sono aumentati negli ultimi giorni: 223 il primo marzo, 226 il due, 237 il tre e 241 ieri. 

Secondo i dati della mappa del Dipartimento Epidemiologico regionale su Salute Lazio, prendendo in considerazione i per tassi di incidenza cumulativa, a Roma le aree più a rischio - in proporzione al numero di abitanti - sono Ponte Galeria, Boccea, Magliana, Val Cannuta, Primavalle, Prima Porta, Borghesiana, Torre Angela e Centocelle, mentre più sotto controllo sono le zona di Trastevere, Esquilino, Villa Ada, Celio, Cecchignola e Appia Antica (i dati dell'ultima mappa del contagio a Roma quartiere per quariere).

L'indice Rt è comunque in aumento

Come detto, gli occhi sono puntati sull'indice Rt, l'indice che misura la trasmissibilità del virus. Nell'ultimo monitoraggio pubblicato una settimana fa nel Lazio era attestato a 0.96 con intervalli tra 0.93 e 0.99, di pochissimo, quindi, sotto la soglia di guardia. Sopra quota 1, infatti, l'epidemia si può considerare in una fase espansiva.

Ad oggi siamo allo 0.98. Se la regione della Capitale dovesse superare quella soglia, potrebbe quindi finire in zona arancione, anche se questo non è l'unico parametro da tenere in considerazione. C'è poi da considerare il tema delle varianti. In tutta la regione, secondo quanto si apprende, sono quindici i casi di variante brasiliana, ma - come ha sottolineato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, a margine dell'avvio dei primi tamponi molecolari per gli studenti della Sapienza inaugurati lunedì - "nella nostra regione le varianti più diffuse sono quella inglese e iberica".

I posti letto negli ospedali

Giovedì pomeriggio, all'Ospedale Grassi di Ostia, è stata inaugurata la nuova struttura di terapia intensiva dedicata ai pazienti Covid. Dopo la benedizione degli ambienti da parte del cappellano, la nuova struttura è stata ufficialmente dichiarata pronta per accogliere i pazienti affetti da Coronavirus e offrire un ulteriore servizio di supporto. Rinforzi utili, stando anche a sentire gli allarmi lanciati dall presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi: "Nei reparti ospedalieri iniziamo a vedere anche persone giovani, cosa che prima non avveniva. Sta passando il messaggio che i giovani non hanno problemi con il virus mentre gli anziani muoiono, ma non è proprio cosi'. Tutti dobbiamo stare attenti. Voglio far notare che l'eta' media dei contagiati è calata a 44 anni in questo momento".

Ma i giovani ricoverati hanno patologie pregresse? "Non è detto, ci sono giovani colpiti dal virus che non hanno nessuna patologia pregressa. Questo è il problema. Dobbiamo vaccinare tutti il prima possibile per impedire che il virus circoli". Anche perché, sottolinea ancora il presidente dell'Ordine dei medici di Roma alla Dire, il virus "è sempre un'incognita, non si sa come 'gira' l'infezione". Magi torna infine sulle scuole, che "andavano e non aperte, perché stanno agevolando la diffusione delle varianti che colpiscono i piu' giovani", conclude.

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Le regole in zona gialla e arancione

Lo scorso lunedì Mario Draghi aveva firmato il primo Dpcm del suo mandato che resterà valido fino al 6 aprile, inclusa Pasqua. Nelle aree gialle, arancioni e rosse resta il coprifuoco alle ore 22 e fino alle 5 del mattino. Per quanto riguarda le scuole, nelle zone arancioni e gialle, i presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell'attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti.

In zona gialla bar e ristoranti possono restare aperti fino alle 18. Da quell'orario resta consentito l'asporto, fino al coprifuoco delle 22, e la consegna a domicilio, senza limiti di orario. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 solo per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande, comprese le enoteche (ma senza degustazione). 

In zona gialla e arancione le attività commerciali sono aperte con orari spesso scaglionati e ingressi contingentati. Nei weekend e nei giorni festivi e prefestivi i negozi all'interno dei centri commerciali devono restare chiusi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. E per i mercati varranno le stesse regole dei centri commerciali. Palestre e piscine e impianti sciistici rimarranno chiusi in tutta Italia. Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. 

In tutta Italia sarà inoltre vietato spostarsi tra regioni, anche se si trovano in fascia bianca o gialla. Si potrà uscire dalla propria regione soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza, possibilmente portando con sé il modulo di autocertificazione. Si potrà invece andare nelle seconde case, ma soltanto se si trovano in una regione gialla o arancione e soltanto se per farlo non si deve uscire da una regione arancione scuro o rossa. Chi vive in zona arancione scuro non può uscire dal Comune di residenza anche per andare in una seconda casa.

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