Villa Borghese, addio alla Quercia del Lupo: aveva cinquecento anni

Il monumentale albero era presente nel parco molto prima della sua istituzione. Da verificare le ragioni che ne hanno determinato il crollo

La quercia del Lupo. Foto di Vittorio Catalano Gonzaga

Era uno degli alberi più apprezzati della città ed aveva messo radici molto tempo prima che Roma diventasse la Capitale d'Italia. La Quercia del Lupo ha però lasciato la sua secolare dimora. Ne hanno dato notizia gli Amici di Villa Borghese, annunciando l' "indicibile tragedia".

La Quercia del Lupo

 "Già antica prima della nascita di Villa Borghese – si legge sempre sulla stessa pagina facebook – la descriveva ammirato Manilli nel Seicento". Del resto si tratta di uno dei pochissimi esemplari in città, venti in tutto, che sono considerati monumenti naturali. Il Quercus Ilex l., ovvero il leccio presente sul viale del Lago, era uno dei patrimoni più invidiati di Villa Borghee, Insieme al vicino Cedro del Libano ed all'insieme della cosiddetta "Valle dei Platani", la Quercia del Lupo era rientrato nell'esclusiva catalogazione redatta dal Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali (Mipaaft).  

Risorse ambientali da preservare

Nella zona si era recata anche l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, lo scorso 21 novembre, in occasione della festa dell'Albero. "Dalla valle del Graziano con i platani cinquecentenari al Giardino del Lago, abbiamo potuto ammirare questo straordinario patrimonio verde della città - aveva commentato l'assessora capitolina -  Una passeggiata alla scoperta degli alberi e del grande patrimonio ambientale che noi vogliamo tutelare, conservare e valorizzare. Ogni pianta rappresenta una risorsa ambientale". Da oggi però, bisognerà fare a meno della spettacolare Quercia. Anche se i motivi del crollo di questo splendido albero ancora non sono stati accertati e quindi è prematuro stabilire se era possibile intervenire per salvarla.

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Il patrimonio della Quercia

Fortunatamente il patrimonio genetico della Quercia del Lupo- che deve il suo nome da una protuberanza sul tronco simile alla testa dell'animale - non è andato perduto.  "Otto anni fa, su suggerimento di Peter Raven, il massimo botanico vivente, proponemmo di istituire un 'vivaio' a Villa Borghese per assicurare una discendenza a questi giganti, e preservarne il patrimonio – scrivono su facebook gli Amici di Villa Borghese -  Nell’indifferenza delle istituzioni, provvedemmo noi ad avviare l’impresa: è così che oggi, grazie al Cielo, un clone e due discendenti diretti della Quercia del Lupo già crescono nella “nursery” degli Amici di Villa Borghese". Il patrimonio della Quercia – il cui crollo è stato fotografato da Vittorio Catalano Gonzaga –  è stato preservato. 

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