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Foto di Rossano Riglioni

Foto di Rossano Riglioni

Vigili del fuoco senza uomini e senza mezzi. Conapo: “Chiediamo incremento di 2500 unità”

La denuncia del sindacato autonomo dei vigili del fuoco che invoca ‘un cambio di rotta’

Pochi uomini e pochi mezzi: le condizoni in cui sono impegnati i vigili del fuoco della città di Roma preoccupa le rappresentanze sindacali. “Un numero di gran lunga insufficiente a coprire l’intero vasto territorio della capitale. Lo denunciamo da tempo ma il governo e la nostra amministrazione stanno sottovalutando il problema”, a parlare è Angelo Mogavero, segretario provinciale del sindacato Conapo di Roma che chiede un incremento di 2500 unità. 

“Purtroppo sembra di avere a che fare con una amministrazione sorda alle esigenze del territorio. Il personale è stremato e stressato dai carichi di lavoro ed è costretto ad effettuare interventi di soccorso mordi e fuggi, correndo il prima possibile da un intervento all’altro – ha aggiunto Mogavero - A ciò si aggiunge il nuovo appalto per i servizi mensa del Lazio che comporterà in metà delle sedi di Roma la dismissione del servizio mensa che verrà sostituito da un buono pasto, scelta disastrosa e inadeguata al servizio dei vigili del fuoco che svolgono servizi continuativi di 12 ore diurne e notturne, ai quali deve essere garantito l’apporto calorico necessario ad affrontare interventi operativi complessi”. Nei giorni scorsi, i sindacati hanno annunciato lo stato di agitazione.

Alle sue parole si aggiungono quelle di Rossano Riglioni, segretario Conapo Lazio: “Carenze gravi e simili in quanto a organici, automezzi e servizio mensa sono presenti anche negli altri comandi provinciali dei vigili del fuoco di tutto il Lazio”. Le richieste del sindacato: “Un incremento della pianta organica di Roma ad almeno 2500 unità a fronte delle attuali 1780 divise nei 4 turni. Questo, unito ai problemi che ora si verificheranno sulla mensa di servizio, che non è un ristorante ma una necessità calorica e nutrizionale per l’efficienza dei nostri uomini, sono l’emblema della poca lungimiranza e attenzione del palazzo del Viminale. Chiediamo a chi ci amministra un cambio di rotta”.

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