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Sabato, 22 Giugno 2024

VIDEO | Il ghetto di Tor Cervara, i punti di consumo al Quarticciolo: nei nuovi epicentri della droga con chi è in prima linea

Grazie al protocollo con il V municipio di Roma, gli operatori raccolgono le siringhe usate abbandonate in strada e cercano di dare assistenza ai tossicomani

“Dove si trovano le siringhe usate c’è chi fa uso di droghe, persone che vanno aiutate e a cui cerchiamo di dare una mano”. Giancarlo, 66 anni, responsabile delle unità di strada di Villa Maraini, ha questo come primo obiettivo: intercettare chi si trova nel tunnel della dipendenza da stupefacenti.

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Il servizio itinerante, che si aggiunge ai presidi fissi della stazione Termini e di Tor Bella Monaca, percorre da quasi un anno le strade del V municipio di Roma tutti i giorni, sette giorni su sette. Un centinaio le persone che vengono intercettate ogni giorno, nei circa 150 chilometri percorsi tra Pigneto, Tor Pignattara (via della Marranella, largo Perestrello, via di Acqua Bullicante, via Teano), Quarticciolo. Ma negli ultimi mesi l’attenzione si concentra anche nella zona di Tor Cervara, nei pressi della fabbrica abbandonata nota ormai come “ghetto dello spaccio” e dove lo scorso 1 settembre è stato trovato il cadavere di un ragazzo all’interno di un carrello della spesa.

Proprio qui, si trova uno dei tanti “buchi neri” di questa città: un’area verde in forte abbandono tra via di Tor Cervara e la zona di via Costi. “Ieri tra un giro e l’altro, quindi nell’arco di un’ora, abbiamo trovato 50 siringhe solo qui”, spiega un operatore di Villa Maraini. L’obbiettivo è soprattutto quello di portare avanti l’attività “di riduzione del danno”, offrendo siringhe pulite e un primo contatto per chi vuole curarsi. “Ma nella jeep siamo anche in grado di effettuare i test rapidi di Hiv e Hcv  - continua Giancarlo - con la possibilità, in caso di risultato positivo, di essere indirizzati presso il nostro ambulatorio”.

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La “base operativa” è il camper parcheggiato a Tor Bella Monaca, dove l’unità itinerante fa ritorno circa ogni ora: “Ci confrontiamo sul giro fatto con gli altri operatori, aggiorniamo i dati, svuotiamo le siringhe usate raccolte durante il giro - spiega Giancarlo -. Per poi ripartire e completare il percorso da fare. Il nostro è anche un lavoro di mappatura del territorio, che viene costantemente aggiornato anche grazie alla segnalazione degli abitanti quando trovano siringhe usate nei loro quartieri. Un contributo per noi fondamentale”.

“Il Comune di Roma dovrebbe sostenere questo tipo di servizio - conclude Giancarlo -, ma non può farlo solo Villa Maraini. Un’idea può essere quella di formare i volontari della Croce Rossa, presente in tutti i municipi di Roma”.

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