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VIDEO | I rom di Castel Romano in piazza del Campidoglio contro le "mancate promesse della Raggi"

Solo una piccola parte ha trovato alloggio in una delle case popolari del comune di Roma, per tutti gli altri Covid hotel, centri d'accoglienza, o la strada. Il sit in sotto l'ufficio della sindaca Raggi

 

“Alcuni parcheggiati, altri sistemati. Nessuno resti indietro”. Parole chiare e scritte su un lungo striscione esposto a piazza del Campidoglio stamattina, venerdì 9 aprile, durante il sit-in di protesta organizzato dall’associazione 21 luglio. Sono gli abitanti dell’area F di Castel Romano, qui per ricordare alla prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, le promesse fatte. La 21 luglio ricorda che sei famiglie sono state effettivamente collocate in co-housing in case popolari che sono parte della “riserva ERP” a disposizione del Comune di Roma per l’emergenza abitativa, quattro sono state invece poste all’interno di “Covid Hotel”, ad altre tre famiglie non è stata offerta alcuna soluzione e sono in attesa di un appuntamento con le assistenti sociali.

“Dopo lo sgombero di Camping River, con 300 persone finite per strada, e quello del Foro Italico, che ha visto una ventina di famiglie scappare dalla furia delle ruspe, non vorremmo assistere all’ennesimo flop del Piano rom della Raggi - dice Carlo Stasolla dell’associazione 21 luglio -. Alle famiglie dell’area F è stata fatta una promessa, quella di avviare un percorso di inclusione attraverso l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Loro hanno concesso fiducia accettando anche di entrare in Covid Hotel pur non comprendendone la ragione. Vigileremo e lotteremo a fianco delle famiglie fino a quando l’impegno assunto da questa Amministrazione non si traduca in realtà".

L’appello delle famiglie è stato consegnato alla presidente della commissione capitolina alle Politiche sociali, Agnese Catini, ex  Movimento cinque stelle: “Non è corretto parlare di fallimento, ma senza dubbio molte cose avremmo potuto e dovute farle - dice Catini a Roma Today durante il sit in di protesta -. Bisogna rivedere le politiche alloggiativi, dovremmo guardare anche a quanto avvenuto in altre città”.

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