Domenica, 13 Giugno 2021

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Il virus del like. Tra mega risse e cyberbullismo cresce l'allarme tra i giovanissimi

Con l’aumento di risse e casi di bullismo tra i giovanissimi, proviamo a capire questo questi due fenomeni siano in effetti collegati tra loro

Dai social network all’intimità della propria stanza. Quella che in periodo di pandemia è diventata tutto il loro universo. Ed è così per i tanti adolescenti rimasti privi di scuola, palestre o altro svago. Con internet che diventa la “finestra sul mondo” ma, purtroppo, anche il veicolo attraverso il quale gettare le proprio frustrazioni: prendersela col compagno di classe più debole, inviare insulti e minacce, fino all’appuntamento dove la violenza può diventare fisica, spesso consumata davanti ad un’arena di spettatori. Ed infine, la condivisione su Facebook o Instagram.

La storia di Alice, minacciata sui social e poi picchiata dal "branco" a soli 11 anni

Non c’è un modo unico di poter leggere, e quindi raccontare, questa assurda violenza che si sta scatenando tra i giovanissimi, soprattutto nell’ultimo anno dove le forze dell’ordine registrano un aumento dei casi, tra identificazioni e denunce. Se da un lato c’è una “generazione Instagram” come Roma Today ha provato a raccontare, ora le domande che ci si pongono sono: cos’hanno in comune le risse tra giovani e il cyberbullismo? E perchè stanno diventando tanto frequenti?

Fabio Valletta, comandante della compagnia dei carabinieri di Roma Centro, dal primo eclatante caso di rissa al Pincio dello scorso 5 dicembre, fornisce una fotografia chiara del fenomeno: “Tutto inizia dai social, dove queste arene si possono creare velocemente e facilmente creando dei veri e propri eventi, usando parole chiave e gergo giovanile, a cui partecipano anche centinaia di ragazzi. I quali spesso non si sono mai visti di persona  - spiega Valletta -. La cosa preoccupante è che non si rendono conto di commettere dei reati, anche gravi”.

“In epoca Covid con la didattica a distanza i ragazzi iniziano ad avere confidenza con i social anche a 10 o 11 anni e non è certo un caso se stanno aumentando i casi di cyberbullismo - sottolinea Giovanna Pini, professoressa universitaria e presidente del Centro nazionale contro il bullismo -. Se non si interveniente immediatamente su questo genere di violenza, ci ritroveremo con gli adulti di domani privi del rispetto delle regole di cui è fatta una società”.

In periferia come nel centro storico di Roma. Dove quelli che un tempo erano spazi di aggregazione oggi diventano teatro di botte tra giovano coetanei. Dal Pincio ai grandi centri commerciali che sorgono ai confini della città.

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