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VIDEO | Voragine del Quadraro, dopo il riempimento le nuove indagini geologiche nel sottosuolo per consentire l'intervento di Acea

Ci vorrà ancora circa un mese di lavori per vedere via Sestio Menas di nuovo percorribile. L'assessora Segnalini spiega cosa sta facendo Roma Capitale sulla questione delle cavità sotterranee

Proseguono spediti i lavori sulla voragine di via Sestio Menas, al Quadraro. Dopo le operazioni di riempimento, avviate lo scorso 9 maggio, si sta entrando in quella che si può definire la fase due: ulteriori analisi geologiche del sottosuolo intorno alla grande buca per monitorare quanto fatto finora, ma soprattutto per individuare eventuali altre criticità: “Tutto questo è indispensabile per consentire i lavori di rimessa a dimora della fognatura e del collettore idrico di Acea, poi potremo chiudere totalmente la voragine - spiega a RomaToday Ornella Segnalini, assessora ai lavori pubblici del Comune di Roma, proprio sul cantiere di via Sestio Menas -. Difficile determinare se la voragine sia stata causata da una perdita della rete fognaria o viceversa, ma quello che stiamo facendo è promuovere un lavoro di prevenzione con Acea, ai quali abbiamo chiesto si effettuare dei monitoraggi mirati in base alla mappatura del territorio che abbiamo fatto e alla situazione della rete, soprattutto quell quella più vecchia".

Una mappatura del sottosuolo che racconta le maggiori criticità proprio nei municipi V e VII, quelli coinvolti dal crollo del Quadraro, e l’XI. “Questa è un’area nota per le cavità - dice Massimo Spizzirri, responsabile depurazione e fognature di Acea Ato 2 -. Come Acea stiamo portando avanti un lavoro di prevenzione in anche con una tecnologia sperimentale in grado di darci informazioni più puntuali sulle situazioni di maggiore criticità attraverso i satelliti”. Ma si riuscirà ad intervenire prima dell’apertura di voragini come questa? “L’auspicio è ovviamente questo - risponde Spizzirri di Acea -, e le nuove tecnologie possono darci strumenti in più”.

Il dipartimento dei Lavori pubblici e Infrastrutture è impegnato con una spesa di circa 2 milioni di euro, su 3 anni, per intervenire in caso di dissesto per voragini. Attualmente è operativo un Accordo quadro con il quale si interviene sia per le operazioni di riempimento che per quelle di indagini. “Questo è il lavoro che portiamo avanti ma sull’emergenza - spiega ancora Segnalini -, per questo insisto sulla prevenzione ed è quanto chiediamo ad Acea”. Il "modello ideale", come spiega la stessa Segnalini, è quanto è stato possibile eseguire al Prenestino, in via Buie D’Istria dove dall’individuazione di una fragilità si è potuto mettere in sicurezza delle cavità ipogee presenti nel sottosuolo: “Con un investimento di circa 300mila euro e grazie alla mappatura effettuata dal Tavolo di coordinamento”, conclude Segnalini.

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