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Domenica, 23 Giugno 2024

VIDEO | Con più di 55 anni, senza lavoro e senza reddito di cittadinanza: le storie di Ida e Luciana

Sono circa 10mila le persone che perderanno il sussidio a Roma, tra loro anche chi è ormai fuori dal mercato del lavoro e non sa di cosa vivere

Luciana ha 56 anni e un figlio di 21, per il quale ha da sempre l’affidamento esclusivo, e che va ancora all’università. Dopo dieci anni di lavoro in un call center per Trenitalia, con un contratto a tempo indeterminato, nel 2012 è stata lasciata a casa quando nell’appalto subentrò Almaviva, Da allora, ricollocarsi nel mondo del lavoro è stato impossibile per lei.

Ida di anni ne ha quasi 59. Nel 2016 viene sfrattata con il marito da casa perchè perde il lavoro, ed entrambi sono malati. Dal 2019 si rivolge a Nonna Roma per avere i pacchi alimentari e, quasi a voler fare anche lei la sua parte, diventa volontaria.

Luciana e Ida, sono due delle migliaia di persone che lo scorso 27 luglio hanno ricevuto il messaggio dall’Inps con il quale si comunicava l’interruzione del reddito di cittadinanza. Una doccia fredda. Perchè per quanto fosse ormai annunciato che questo giorno sarebbe arrivato, come comunicato dal Governo di Giorgia Meloni da tempo, non ci si aspettava fosse in questo modo: con un sms. E con il quale si rimanda ai servizi sociali comunali senza lasciar trasparire alcuna reale alternativa.

“Casi come il mio sono completamente fatti fuori, e per quanto me lo aspettassi fino all’ultimo speravo che si tenesse conto della mia situazione - racconta Luciana -. Ho fatto colloquii di lavoro, bandi comunali per fare il giardiniere, ma nulla. Una guerra ai poveri vera e propria, quando si poteva prima avviare la ricollocazione delle persone al lavoro, e poi tolgono il reddito di cittadinanza”.

“Vorrei invitare la premier Meloni qui da noi - dice Ida - per farle vedere la situazione che vive la gente povera, che ogni settimana viene a prendere il pacco alimentare perchè non sa come andare avanti”.

Alberto Campanilla, presidente di Nonna Roma, ha ben chiaro quello che rischia di creare questa situazione: “ Solo nell’ultimo anno a causa della situazione economica abbiamo incrementato del 25% il numero delle famiglie che sosteniamo - spiega -. Dai nostri calcoli più del 50% totale perderà il reddito ed è una cosa gravissima perchè i comuni non sono in grado di sostenere una cosa del genere”.

Ma le proteste non si fermeranno. Infatti già per domani mattina, martedì 1  agosto, è stato organizzato un sit in sotto la sede dell’Inps di via Nizza: “Da mesi ci battiamo per un sostegno al reddito che eviti di lasciare le persone in emergenza - conclude Campailla -. Ci devono ascoltare”.

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