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VIDEO | La resistenza a oltranza di Albano contro i rifiuti di Roma: "Non vogliamo essere la discarica della Capitale"

Le immagini e le voci dal presidio permanente di abitanti e associazioni che dallo scorso 31 luglio si oppone ai tir che trasportano la spazzatura dell'Urbe alla discarica di Roncigliano

Acqua e caffè. Ma anche cioccolatini, soprattutto per i tanti bambini presenti. Famiglie intere e anziani, chi addirittura con tanto di stampelle in mano. Sono gli abitanti “resistenti” che si battono ormai da settimane contro la riapertura, voluta da Virginia Raggi della discarica di Albano, in località Roncigliano.

Qui dallo scorso 31 luglio, data in cui è stato allestito il presidio permanente 24 ore su 24, in cui a turno garantiscono una certa presenza, soprattutto negli orari in cui arrivano i camion carichi di tonnellate di immondizia. Invaso riaperto dopo anni, con una situazione ambientale compromessa e ancora in attesa di una reale bonifica, per sopperire all’emergenza rifiuti della Capitale.

Ed è proprio questo che non va giù a questi cittadini: essere la discarica di Roma. "I Tir che arrivano qui, abbiamo visto con i nostri occhi,. sversano rifiuti indifferenziati privi di qualsiasi trattamento - dice Aldo Garofalo del coordinamento comitato ‘No inceneritore Albano’ -. A riprova dei quanto dico, abbiamo visto venire fuori dai camion copertoni di motorini, ma anche percolato ed è gravissimo”. A testimonianza di quanto spiega Garofalo, le immagini girate da alcuni cittadini con le quali si mostra lo stato della discarica: si vede il telo bianco di protezione posto, come di consueto, alla chiusura di una discarica e sopra la quale oggi si sversano i nuovi rifiuti, indifferenziati.

Dallo scorso 2 agosto, giorno in cui i camion carichi di monnezza hanno iniziato a varcare questi cancelli, i manifestanti tentano il blocco, li ispezionano, e ad una delegazione viene permesso di entrare e assistere alle operazioni. “Il nostro controllo popolare, ogni giorno - sottolinea Loredana Longo del coordinamento comitato ‘No inceneritore Albano’ - ma la nostra battaglia e per la bonifica totale dell’area e andremo avanti anche quando tutto questo cesserà”.

“Il Comune qui ha investito nella raccolta differenziata raggiungendo anche picchi sopra il 70% e dobbiamo subire una cosa del genere - dice Francesca Gnani dell’associazione Salute Ambiente Albano -, una cosa inaccettabile”.

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