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VIDEO | Una politica del cibo per Roma: dall’accesso alla terra alla lotta contro lo spreco alimentare

La presentazione del rapporto redatto dall’associazione Terra! insieme a 50 realtà che operano nella Capitale

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione indetta dalle Nazioni Unite, mercoledì 16 ottobre, le associazioni Terra! e Lands Onlus lancianoUna Food policy per Roma”, una nuova analisi del sistema alimentare nel comune agricolo più grande d’Italia, con l’obiettivo di evidenziare criticità e prospettive, lanciando infine alle istituzioni dieci proposte per avviare una politica del cibo volta alla sostenibilità, alla tutela dei produttori locali e del diritto a un cibo ecologico e di qualità.

“La proposta di una Food policy per Roma nasce dalla volontà di affrontare in modo strutturato e complessivo le criticità e potenzialità della città, con oltre 4 milioni di abitanti e consumatori, mettendo a sistema l’operato di persone e realtà attive nel mondo della ricerca, della produzione alimentare, delle organizzazioni della società civile e dell’attivismo ambientale – spiega Davide Marino, docente di Economia Agraria ed Economia Ambientale all’Università del Molise e a Roma Tre –. Tutti soggetti che, in questi anni, hanno coltivato l’agro romano, realizzato studi, attività politiche e di sensibilizzazione intorno al tema dell’agricoltura e del cibo”.

E sulla base del rapporto è nato un comitato promotore formato da oltre 50 organizzazioni: “Oggi presentiamo questo lavoro nella speranza che l’amministrazione e l’assemblea capitolina siano pronti a trasformarlo in azione politica –dice Fabio Ciconte, direttore di Terra! –. Un primo passo è stato fatto con la mozione sull’emergenza climatica approvata lo scorso 26 settembre, che accoglieva il nostro contributo sulla politica del cibo. Ora i buoni propositi devono diventare realtà".

Tra le priorità individuate dal gruppo di lavoro e dal comitato promotore ci sono: incrementare l’accesso alle risorse primarie per la produzione agricola, promuovere modelli di agricoltura sostenibile sostenendo la coltivazione biologica e l’agroecologia, favorire il rientro dei produttori diretti nei mercati rionali valorizzando esperienze di filiera corta e le reti di economia solidale,prevenire e poi ridurre drasticamente gli sprechi alimentari in tutte le fasi della filiera favorendo l’accesso al cibo da parte delle fasce sociali più deboli tramite il sostegno alle iniziative di recupero e redistribuzione.

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