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Giovedì, 7 Luglio 2022

Fase due all'insegna del plexiglass: aziende pronte, ma mancano le indicazioni del governo

La riconversione di un'azienda da grafiche e allestimenti pubblicitari e installatori di plexiglass

“Lavoriamo con stampe e allestimenti pubblicitari, dagli eventi fieristici a quelli sportivi, rischiavo quindi di dover chiudere. Ma con questa riconversione abbiamo scongiurato il peggio”. A parlare è Giorgio Viscione, titolare di un'azienda che opera da 11 anni nella zona di Casal Lumbroso di Roma, e che con l’arrivo dell’emergenza Covid ha deciso di investire tutti i suoi sforzi nella costruzione e installazione di pannelli “anticoronavirus”. 

“Abbiamo ovviamente dovuto fare un investimento, di materiali come di personale e nuove tecnologie, in un momento molto rischioso - spiega Viscione -, ma per fortuna stiamo lavorando, il fatturato è sempre lo stesso, ma già questo è un risultato”.

Dopo l’allestimento dei pannelli in pvc trasparenti all’interno di taxi e vetture ncc (che va avanti e che può fare con una certificazione), l’azienda di Viscione si è concentrata nella lavrazione dei pannelli in plexiglass antifiato per i negozi. In attesa di direttive più dettagliate, ha iniziato i primi prototipi per i ristoranti e i locali: “Lo stiamo facendo a spese nostre, nell’attesa di poter dare ai nostri clienti risposte più concrete - sottolinea -. Sono soprattutto tavole calde, parrucchieri e centri estetici a rivolgersi a noi, proprio perchè hanno la necessità di ottimizzare costi e spazi”.

Mentre la materia prima, il plexiglass, rischia di diventare introvabile con i prezzi che stanno già arrivando alle stelle. “Per questo il Goverrno deve sbrigarsi a dare le direttive giuste, per permettere a tutti di poter riaprire in sicurezza, e a noi di soddisfare le richieste”.

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