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VIDEO | Quando anche Zingaretti sgombera: dentro l'occupazione di via Maria Adelaide a piazza del Popolo

Trenta famiglia rischiano di finire in strada, senza sia stata loro fornita un'alternativa

 

“Stiamo assistendo a continui sgomberi. Tra occupazioni abitative come questa e realtà sociali della città è in atto una criminalizzazione nei confronti di povertà e solidarietà e lascia basiti che a farlo sia ora proprio la Regione Lazio di Nicola Zingaretti”. A parlare è Josef, storico occupante dello stabile di via Maria Adelaide, a pochi passi da piazza del Popolo.

Un palazzo di proprietà della Pisana occupato 16 anni fa in cui vivono attualmente circa 30 nuclei familiari. Tutti in attesa da molto tempo ormai di un alloggio popolare. Finora mai arrivato. “Negli anni i sono state diverse trattative ma alle quale nonna’è mai stato un seguito e noi siamo rimasti qui in questi limbo - continua Josef - ed ora questa denuncia con l’ordinanza di sgombero, notificata ad un elenco di persone, molte delle quali tra l’altro non vivono qui da anni perché nel frattempo sono riusciti a rifarsi una vita”.

La notifica è stata trovata attaccata al portone di ingresso, con l’indicazione di andare a ritirare “l’atto”, il quale ordina la restituzione dello stabile a "chiunque risulti all'attualità occupare abusivamente l'immobile" e "diffida" gli abitanti a "rilasciare il medesimo immobile libero da persone o cose entro il giorno 30 dalla notifica del presente atto".

“In 16 anni abbiamo aspettato una soluzione, non sono stati tempi facili perché vivere così è particolare, ti fa anche crescere in qualche modo - spiega Mario, altro abitante dell’occupazione Flaminio -. Ci sono tanti stabili vuoti da anni, potrebbero anche provare ad avviare un percorso di co-housing almeno per i single, ma non esiste una vera progettualità”.

Alle 10 di giovedì 11 marzo il primo tavolo di confronto con la Regione Lazio, mentre sotto al palazzo del consiglio regionale gli occupanti si ritroveranno in presidio. “Chiediamo il ritiro della denuncia e rivendichiamo case popolari, dentro il raccordo anulare per dare la possibilità a queste persone di avere una continuità con la vita fatta in questi anni - conclude Josef -. Colpire un’occupazione abitativa come questa, durante la pandemia, è una cosa talmente avvilente per quale ci sarà una determinazione sorda”.

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