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VIDEO | Dal bene confiscato alla mafia un nuovo centro antiviolenza: sarà gestito da Lucha y Siesta

L’inaugurazione nel pomeriggio di oggi, lunedì 13 marzo, con l’Assessora Lucarelli e le realtà sociali che seguiranno il percorso degli utenti

Un luogo sicuro. Prima di tutto di ascolto, poi di supporto, indirizzo e collegamento alle tante realtà associative e istituzionali di Roma e del Lazio. Nel territorio nel V municipio di Roma nasce un nuovo centro antiviolenza. Al civico 176 di via Roberto Lepetit per l’esattezza, nel quartiere di Tor Tre Teste.

A gestirlo le operatrici di Lucha y Siesta che, forti dell’esperienza di oltre 15 anni nel territorio romano, sono pronte ad accogliere e supportare le persone vittime di violenza, discriminazione sessuale o lavorativa, o che necessitino di supporto legale, psicologico o di alloggio. Un nuovo tassello, quindi, nella rete che piano piano riesce a prendere forma nella città di Roma. Quella a tutela delle persone più fragili, vittime di violenza di genere che, come racconta la cronaca del Bel Paese, non cessa a diminuire. Anzi.

“Fondamentale garantire un servizio come questo vicino alle persone, quindi di prossimità - spiega Federica Aloi, coordinatrice centro antiviolenza "Angela Merlin" e operatrice dell’associazione Lucha y Siesta -. Le persone possono venire qui e trovare un ambiente accogliente in cui poter esporre la propria situazione, poi cè tutta una rete con la quale poter fornire le soluzioni migliori per farla uscire dalla situazione in cui si trova”.

Al taglio del nastro anche il presidente del V municipio di Roma, Mauro Caliste, le assessore capitoline Monica Lucarelli (alla Sicurezza, Pari opportunità e Attività produttive) e Ornella Segnalini (ai Lavori pubblici). “I luoghi confiscati alla mafia è un bene che vengano restituiti alla cittadinanza in termini di servizi - dice l’Assessora Lucarelli -. Hanno sicuramente tempi un po’ troppo lunghi, e necessitano spesso di molte risorse per renderli funzionali, ma stiamo lavorando duramente per avere sempre più luoghi destinati alle politiche del territorio”.

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