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VIDEO | Una morte annunciata quella di Domenico Proto? Le denunce dimenticate del quartiere

Siamo andati a piazza Epiro per capire, attraverso i residenti, perché questo punto della città è considerato tanto pericoloso

 

Strisce pedonali sbiadite. Macchine parcheggiate in seconda fila che limitano la visibilità ai pedoni. Lavori stradali mai ultimati. Illuminazione scarsa o assente. E la velocità delle auto, legata ad una fretta spesso incomprensibile, che in alcuni casi porta alla tragedia.

Come quella che si è consumata in piazza Epiro, nel quartiere Appio Latino di Roma, quando una smart ha investito Domenico Proto, deceduto dopo 36 ore di agonia per le gravi ferite riportate.

Un incidente accaduto proprio in quel punto della piazza rimasta al buio per molto tempo, tanto che l’avvocato Simone Pacifici, residente in zona e specializzato in materia di codice stradale, stava per depositare un esposto. “Quando l’illuminazione è stata ripristinata mi sono concentrato su un altro incrocio, molto pericoloso, perché hanno depositato una campana per la raccolta del vetro proprio su una parte delle strisce pedonali - spiega l’avvocato -. Ma qui c’è molto da fare, dai dissuasori di velocità al ripristino della segnaletica orizzontale. Non si può continuare ad assistere a simili tragedie”.

Ad accompagnarci per le vie del quartiere, insieme a pacifici, c’è Annabella D’Elia, membro del comitato Mura Latine e della Consulta cittadina sulla sicurezza stradale: “Dopo quanto accanto a Mimmo sicuramente si farà qualcosa ma non  sarà mai sufficiente per alleviare il dolore di questa morte - dice D’Elia -. Spesso i ritardi nell’approvazione delle iniziative sono proprio le diatribe tra Comune e municipio ed ecco che i lavori non si eseguono mai. Ma il problema più grande è la visione miope di una città in cui tutti prendiamo la macchina e a andiamo veloci, senza il rispetto verso il prossimo”.

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