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Greenpeace in via Tiburtina, le immagini del blitz: "Roma mantenga le promesse"

Una pista ciclabile in via Tiburtina, l’iniziativa di un gruppo di attivisti di Greenpeace per sollecitare la giunta Raggi alla realizzazione della rete di mobilità sostenibile

 

Blitz di Greenpeace a Roma. Nella mattinata di oggi, martedì 29 settembre, attiviste e attivisti hanno convertito temporaneamente parte di una trafficata strada della periferia nord-est di Roma in una pista ciclabile, con l’idea di denunciare così le carenze delle città italiane sul fronte della mobilità sostenibile. Sullo sfondo lo striscione: ”Città per le persone non per le auto".

“Se vogliamo mettere un freno alla crisi climatica e all’emergenza dell’inquinamento atmosferico dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni dovute ai trasporti, puntando su mobilità che sia davvero sostenibile, a emissioni zero e accessibile a tutta la cittadinanza - dice Federico Spadini, campagna Trasporti di Greenpeace Italia -. Roma deve essere un esempio per tutte le città d'Italia, per questo chiediamo alla giunta di completare al più presto la rete di ciclabili annunciata, mettendole in sicurezza e rendendole permanenti, di potenziare il sistema del trasporto pubblico e riconvertirlo con mezzi a emissioni zero, e di completare l'annunciato bando dei veicoli diesel dal centro della città entro il 2024, allargando progressivamente il provvedimento a tutti i veicoli inquinanti in circolazione”.

“La Capitale - continuano gli attivisti - è una città in cui ogni anno si perdono in media 166 ore imbottigliati nel traffico e dove ogni giorno su un totale di 5,3 milioni di spostamenti oltre 3 milioni avvengono in auto e moto. Questo accade anche perché il trasporto pubblico nella Capitale è carente e i servizi di sharing e le infrastrutture ciclabili non arrivano quasi mai alla periferia della città. Ad oggi, dei 150 chilometri di ciclabili transitorie promessi dalla giunta, ne sono stati realizzati solo 13,6. Inoltre, rispetto all’annuncio della sindaca Raggi relativo al bando dei diesel dal centro città entro il 2024, pochissimo è stato fatto, e la Capitale continua ad avere gravi problemi di aria inquinata, con concentrazioni di biossido di azoto che spesso superano i limiti di legge”.

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