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VIDEO | Il settore della Canapa sotto al Mise: “Lavoriamo nella legalità, chiediamo certezza normativa”

Il sit-in organizzato nella mattinata di oggi, martedì 11 giugno, di lavoratori e imprenditori del settore della Canapa: “La cassazione ci da ragione, ma il settore si è bloccato”

 

Sono agricoltori, grossisti, imprenditori e dipendenti. Rappresentanti di un indotto economico che conta ormai migliaia di operatori a livello nazionale, e che dopo la pronuncia della Cassazione dello scorso 30 maggio "vediamo che la confusione e la scarsa informazione ci sta obbligando a tenere chiusi i negozi per paura di sequestri illegittimi o perché il settore si è fermato, senza capire che cosa dobbiamo realmente fare - spiega Fulvio, titolare di un negozio di Cannabis Light e membro del coordinamento Canapa Lazio -, abbiamo deciso di unirci perché pensiamo sia l’unico modo per affrontare questa situazione".

Dalla piazza in protesta davanti al ministero dello Sviluppo economico, guidato da Luigi Di Maio, sono tre le richieste: regolamentazione della "Canapa Light" ed i suoi derivati, limiti di Thc chiari e definiti per operare legalmentegaranzie e tutele per tutti gli operatori del settore. C’è chi ha investito i risparmi di una vita nel settore, chi ha trovato impiego dopo molti anni di disoccupazione, chi da falegname è diventato agricoltore. "La Canapa è una ricchezza, con molte proprietà - spiega Daniele del coordinamento Canapa nazionale - la Cassazione ci da ragione perché sottolinea la possibilità di commercializzare un prodotto privo di effetto drogante, sotto lo 0,5 di Thc quindi, ed è esattamente quello che facciamo. Ma la confusione nata intorno a questa sentenza ci mette a rischio, un settore in crescita che andrebbe invece valorizzato".

"Abbiamo elaborato insieme ad alcuni parlamentari un emendamento che regolarizza il settore in quanto filiera, indotta economico - dice Alessio del coordinamento Lazio -, una formula semplice ma che permette di mettere ordine in questo vuoto normativa, una volta per tutte".

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