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Lunedì, 3 Ottobre 2022

VIDEO | Attacco hacker, Zingaretti: "Nessun dato è stato trafugato. Servizi operativi in dieci giorni"

Il presidente del Lazio chiarisce anche sulla questione del riscatto: "Nessuna richiesta o contatto sono pervenuti ai nostri uffici"

“Un attacco terroristico”. Così Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, circa l’hackeraggio del sito della Regione Lazio avvenuto nella notte tra sabato 31 luglio e domenica 1 agosto.

Sono oltre 500 mila le vaccinazione contro il Covid-19 già prenotate che, fino al 13 agosto, verranno erogate normalmente. Green pass rilasciato ma con qualche ritardo, sempre nell’arco delle 24 ore successive all’inoculazione del vaccino. Ripristino dei servizi del cup regionale nell’arco di dieci giorni. Già, perchè non si fermano solo le prenotazioni per vaccino, ma tutto il sistema sanitario regionale, come le visite specialistiche negli ambulatori ospedalieri.

Questi i temi principali trattati nel corso della conferenza stampa convocata nel pomeriggio di lunedì 2 agosto, nella sede della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo. Accanto al presidente Zingaretti, l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, e Vittorio Gallinella,  direttore dei sistemi infrastrutturali LazioCrea.

“Quello che abbiamo subito è forse il cyber attacco peggiore nella storia della nostra Repubblica verso un ente pubblico - dice Zingaretti -, ma i dati sono al sicuro, le vaccinazioni andranno avanti e tutto verrà ripristinato quanto prima. Questo è un crimine e va perseguito come tale”.

Il portale è fermo per due ragioni: “Per permettere le verifiche del caso - continua il governatore - e per evitare che il virus faccia il suo corso all’interno dei sistema regionale”.

Tre le cose in capo agli inquirenti, ovviamente, anche le modalità di accesso degli hacker: “Riceviamo almeno due attacchi al giorno - spiega Gallinella -. Anche in questo caso i sistemi di sicurezza hanno retto, ma il come siano entrati in possesso delle credenziali di accesso è in capo agli investigatori”.

Zingaretti smentisce anche la richiesta di riscatto da parte dei cyber criminali: “L’equivoco nasce solo dal fatto che nella home page del virus c’era una comunicazione, come accade in questi casi, ma anche questo è stato subito segnalato ed inviato agi inquirenti”.

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