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VIDEO | Coronavirus, test al porto di Civitavecchia. L'appello di D'Amato alla Sardegna: "Controlli agli imbarchi"

I viaggiatori di rientro da Grecia, Spagna, Croazia, Malta e Sardegna possono recarsi in ognuno dei drive-in messi a disposizione dalla regione Lazio

Dopo le postazioni attivate negli aeroporti romani di Ciampino e Fiumicino, nella Regione Lazio è operativo anche il drive-in del porto di Civitavecchia. L'obiettivo è, attraverso i tamponi, di individuate subito i viaggiatori positivi al coronavirus che rientrano dalla Sardegna e dai quattro Paesi ad alto rischio Covid (come da ordinanza del ministero della Salute), ossia Grecia, Spagna, Croazia e Malta. 

"Rinnovo il mio invito alla Sardegna perché faccia i tamponi agli imbarchi - ha ribadito l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato sottolineando quanto già detto nei giorni scorsi -. In questo modo si eviterebbe il propagarsi del contagio nelle navi e nei traghetti che sono complicati da rintracciare successivamente. Visto che ci sono difficoltà abbiamo deciso di attivare questa ulteriore postazione". Una posizione confermata anche dalla Dottoressa Simona Ursino della Asl Roma 4 (nel video).

"E' stato un abbassamento dei livelli di prevenzione impressionante. - ha poi aggiunto D'Amato - Ci aspettiamo un notevole incremento dei casi legato ai rientri soprattutto dalla Sardegna. Ribadisco la necessità di fare i test rapidi antigenici agli imbarchi. I positivi asintomatici non devono essere imbarcati per ridurre la propagazione del virus".

Un concetto che l'assessore alla sanità aveva già sottolineato due giorni fa quando disse che "il mancato rispetto delle regole anti Covid-19 nei locali della movida sarda rischia di far esplodere una bomba virale".

A commentare i test a Civitavecchia ci ha pensato anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti: "Da oggi sono attivi i box di controllo con tampone anche al porto di Civitavecchia ma non basta. Il Ministero della Salute e la Regione Sardegna devono urgentemente predisporre controlli con tampone agli imbarchi dei traghetti. Dai nostri dati, i positivi asintomatici agli sbarchi sono moltissimi, ma coloro che vengono eventualmente  contagiati in viaggio non è possibile intercettarli allo sbarco perché il contagio si manifesta solo dopo alcuni giorni".

"Sono persone asintomatiche che stanno bene ma possono essere veicolo di contagio per altri familiari e persone fragili. C'è un dato tecnico scientifico da tenere in considerazione. Fare viaggiare i traghetti con questa promiscuità è un errore perché moltiplica i contagi di persone che poi tornano alle loro case in tutta Italia. Ecco perché è fondamentale fare i tamponi rapidi agli imbarchi ed eventualmente far scattare la quarantena a terra o iniziare l'isolamento già nelle navi".

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