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La ripartenza dei negozi di toeletta nella fase due: "Non abbiamo contatti con le persone, potevamo aprire prima"

Siamo andati in un negozio di toeletta per cani e gatti nella zona di Roma Est per vedere come procede il lavoro a una settimana dall'avvio della fase due

Alla sala d’aspetto sono state rimosse le sedie. Sul banco della cassa è comparso il gel disinfettante e il pos è stata avvolto nella pellicola protettiva. A parte queste novità il negozio di Luca Bufalino a Villaggio Prenestino, nella zona est di Roma, non ha visto enormi cambiamenti. Compresa la sterilizzazione dei locali e degli attrezzi di lavoro tra un ciente e l'altro.

Tanto da fargli constatare che avrebbe potuto aprire anche prima del 4 maggio, data in cui anche grazie ad un’ordinanza regionale, ha potuto riaprire la sua attività dopo due mesi. “Non ho contatti diretti con il proprietario dell’animale, me lo consegna e viene a riprenderlo quando il lavoro è finito - spiega Bufalino -. L’attenzione nel non fare incontrare i clienti tra una toeletta e l’altra porta a prendere appuntamenti molto più dilatati nel tempo ed ho quantificato una riduzione di circa il 40% del lavoro. Per questo avevo deciso di dilatare i tempi di lavoro, rinunciare anche al turno di riposo, ma l’ultima ordinanza comunale purtroppo ci mette dei freni imponendo degli orari precisi".

Luca accoglie un bellissimo barboncino di nome Sammy: “Non lo vedo da più di due mesi e purtroppo dovrò fargli una rasatura molto corta con tutti i disagi che rischia di vivere il cane nel periodo estivo - sottolinea -. Molti cani hanno bisogno della toeletta di frequente, ne vedo arrivare molti in condizioni difficili. Per non parlare di chi soffre di dermatiti o necessitava di un lavaggio terapeutico. Tutto lavoro che, in un modo o nell’altro, è andato a pesare sui veterinari”.

La voglia di rimettersi in sesto prevale certamente sulla fatica di riuscire ad accontentare tutti i suoi clienti: “Sono stati mesi difficili perché a fronte di più di tremila euro di spese tra affitti e bollette ho avuto entrate pari a zero - racconta Luca -. Diciamo che gli aiuti sono stati davvero pari a zero”.

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