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Malati di cancro in piena pandemia: "Noi trattati come pazienti di serie B"

Il racconto di Marta Di Palma, 37enne in cura al Policlinico Gemelli per un tumore al seno dal 2018. L'arrivo della pandemia e la paura che il Coronavirus spezzasse i suoi sforzi

 

“Quando è arrivata la pandemia la gente iniziava a parlare di chi ha patologie pregresse come se potesse morire e mi sono sentita una paziente di serie B, ero terrorizzata”. Il racconto di Marta Di Palma, 37 ani e mamma di una bimba di 5, inizia così.

Fortunatamente non ha mai avuto grossi problemi a seguire le terapie al Gemelli, salvo per un’analisi che poi è stata corretta a fare altrove con il rischio di doversi affidare al privato a costi esorbitanti, e quando do ricorda quei momenti si commuove. “Mio marito e mia figlia venivano con me ma dovevano aspettarmi i auto, per ore - dice Marta -. Quando uscivo, con tuta, occhiali mascherina e guanti, mi facevano quasi un tifo da stadio. Riuscivano a starmi vicino e non pensavo ad altro che con le mie difese immunitarie tanto basse rischiavo davvero di prendere il Covid”.

VIDEO | "Non si muore solo di Covid", la rabbia e la paura dei pazienti oncologici

Da quando ha iniziato al sua battaglia contro il cancro, Marta si impegna anche per la prevenzione, organizzando raccolta fondi per far fare screening gratuiti: “In questi mesi è stato tutto cancellato, circa 12mila ecografie, alcune delle quali potevano dare una diagnosi in grado di salvare vite. Questo è molto grave, e la mia storia racconta proprio questo, se arrivi in tempo hai una possibilità di guarigione”.

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