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Dalla favela del Foro Italico agli alloggi all'Eur: storia a lieto fine per la comunità filippina

La consegna delle case di tre alloggi ad altrettanti nuclei famigliari della comunità filippina rimasta senza casa dopo l'incendio di questa estate al Foro Italico

 

L’incendio aveva divorato tutto quello che avevano. Li, dove da trent’anni sorgeva un “piccolo villaggio” a ridosso del fiume, al Foro Italico. Una situazione già difficile per chi per lavoro andare a fare servizio nelle case della “Roma bene”.

A distanza di mesi da quel 9 agosto, la Regione Lazio attraverso l’Irasp (Istituti Riuniti Azienda di Servizi alla Persona) diretta da Mario Marazziti, consegna tre alloggi ad altrettanti nuclei famigliari di quella comunità filippina rimasta senza casa e senza i mezzi necessari a ripartire.

“Dal comune non abbiamo avuto alcun sostegno, senza la Regione non avremmo potuto dare risposta a a queste famiglie”, dice Francesca Del Bello, presidente del II municipio, da sempre impegnata a trovare una soluzione per le oltre 60 famiglie che vivevano “ai margini della società”, ricorda. 

Dopo l’incendio il municipio aveva messo a disposizione i locali del centro sociale anziani per offrire riparo ed assistenza immediati. Questa sistemazione, vista anche la presenza di diversi minori in nuclei particolarmente fragili, ha determinato anche l'intervento dell'Elemosiniere del Papa, Padre Konrad, che ha sollecitato un intervento concreto. Da qui, l’individuazione di questi alloggi di proprietà della ASP IRASP, concessi alle famiglie con un affitto a prezzo calmierato.  

“Con la consegna di questi chiavi vogliamo offrire una soluzione abitativa duratura e non emergenziale – commenta l’assessore regionale alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli -. La ricollocazione permette a queste famiglie di riprendere con maggiore serenità i ritmi della vita quotidiana e ai minori l’opportunità di una crescita e di uno sviluppo equilibrati”.

Se alcuni hanno trovato riparo da amici e parenti, altri il supporto del bonus affitto, per queste tre famiglie e i loro bambini la vita riparte da oggi. “Non sono più tornata li, mi fa troppo male - racconta Merle, nonna di quattro splendidi bambini e protagonista di un cortometraggio a firma Silvia Luzi e Luca Bellino -. Ringrazio davvero tutti per l’aiuto”.

E per chiunque voglia donare loro qualcosa, dai mobili al vestiario, può far riferimento direttamete al municipio II.

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