Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | "Finalmente una casa": la storia di Merle e dei suoi quattro nipotini

L’incendio, poi il film e l’arrivo della nuova casa: il racconto di questa donna che, malgrado le difficoltà, è riuscita ad esaudire il sogno di una casa per la sua famiglia, dopo il rogo che ha divorato la loro abitazione al Foro Italico

 

“Non sono più voluta tornare li, mi fa troppo male perché malgrado tutto è stata la nostra casa per 12 anni”. Ha gli occhi lucidi Merle, tra gli abitanti di quel “villaggio di invisibili” abitato dalla comunità filippina a ridosso del fiume, andato a fuoco lo scorso 8 agosto.

Una situazione difficile dalla quale avrebbe voluto portare via i nipoti molto tempo prima “ma lavoro solo io, mio marito è malato, non avevamo la possibilità”, spiega. Da allora molto è cambiato, per fortuna. Non senza difficoltà, perché in quell’incendio hanno perso tutto, anche i documenti. Poi la sistemazione di fortuna al Centro anziani del municipio, fino ai locali del Bioparco. Ora una casa, concessa ad affitto calmierato, trovata tra gli alloggi di proprietà della Asp Irasp  diretta da Mario Marazziti e concessi dalla Regione Lazio. “L’inizio di una nuova vita”, dice Merle.

Nel mezzo, quel cortometraggio “Princess” di Silvia Luzi e Luca Bellino, che porta il nome di una delle sue quattro nipoti, e che sarà proiettato al festival MovieMov. “Una bella esperienza che ci ha dato tanto - sottolinea la donna con un sorriso, nascosto dalla mascherina -, e che ci ha aiutato ad avere questa casa”. Infatti è da questa sinergia, il mondo del cinema e le istituzioni, che è arrivata la risposta. Un alloggio in cui Merle, Princess, Diane, Nicole e John Michael, potranno ricominciare a vivere. E per chiunque voglia donare loro qualcosa, dai mobili al vestiario, può far riferimento direttamete al municipio II.

Potrebbe Interessarti

Torna su
RomaToday è in caricamento