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VIDEO | Dentro il Centro sperimentale di cinematografia: la protesta non si ferma

Continua il presidio permanente degli studenti, malgrado nella mattina di martedì 25 luglio sia stato approvato l’emendamento che trasforma i vertici del Csc

“In pericolo è tutto il comparto culturale del nostro Paese, non solo noi”. Sara Narducci, studentessa di regia al Centro sperimentale di cinematografia, e membro del comitato degli studenti, non ha dubbi. Lei, come gli altri, che dallo scorso 20 luglio hanno animato la protesta contro l’emendamento fortemente voluto dalla Lega, promette: “Non ci fermiamo qui, il presidente Mollicone ha dimostrato una grande mancanza di rispetto nei nostri confronti, votando l’emendamento prima dell’incontro con noi che era previsto proprio ieri mattina (25 luglio, ndr)”.

Il testo presentato in un primo momento all’interno del dl Giubileo, puntava a sopprimere di fatto la figura del direttore generale della Fondazione, aumentando i membri del Comitato scientifico da tre a sei e facendoli diventare di nomina diretta di tre ministeri. Nella serata di lunedì 24 luglio, venne accantonato (e non ritirato, ndr) nella discussione delle commissioni parlamentari, facendo esultare una parte della politica, su tutti Nicola Zingaretti (Pd) e Carlo Calenda (Azione) sotto lo slogan: “Hanno vinto gli studenti, la nostra protesta ha funzionato”. Peccato che, l’indomani, mentre sotto Montecitorio un gruppo di studenti si è ritrovato per un sit in di protesta, l’emendamento rimodulato sia stato presentato, votato e approvato.

“La maggioranza ha approvato un testo che è stato se possibile peggiorato, ampliando il novero di ministeri protagonisti del futuro spoil system da 3 a 4, inserendo anche il ministero dell’Università”, denuncia Gaetano Amato, deputato M5S in commissione Cultura -. Porteremo la questione nell’aula della Camera, chiediamo a Meloni e Sangiuliano di esprimersi con urgenza e dire se veramente sono d’accordo con questa inaccettabile lottizzazione di un centro di assoluta eccellenza che non merita di essere oggetto delle attenzioni e degli appetiti del governo di turno”.

“Nessuna lottizzazione -sostiene attraverso una nota il presidente della commissione Cultura della Camera, e co-firmatario dell’emendamento al Dl Pa-bis, Federico Mollicone - ma vera valorizzazione del merito. ll Parlamento, che è sempre sovrano, ha ampliato l’organismo di amministrazione, colmando l’omissione fino ad oggi incomprensibile dell’Università e dell’Istruzione, ampliando anche le finalità del Centro fino all’interazione con i nuovi settori e le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale’’.

“Non si era mai vista una cosa del genere nella storia del Centro - continua Sara -. Una spartizione di poltrone che noi riteniamo del tutto inaccettabile, e che mette i vertici sotto la ricatabilità della politica”.

Accanto agli studenti c’è anche, almeno in parte, il corpo docenti. Come Franco Bernini, professore di sceneggiatura del Csc da dieci anni: “Il perchè sia stato fatto ora e con queste modalità lo scopriremo presto, certo è che la sua autonimia è stato sempre un valore importante anche dell’insegnamento”.

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