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La lenta ripartenza degli ambulatori: fissa la visita per il padre al centro Alzheimer ma lo trova chiuso

Il racconto della figlia di un paziente di Geriatria quando, malgrado la visita fissata, ha trovatop gli ambulatori chiusi senza alcun avviso

 

“Io non posso perdere mio padre”. A pronunciare questa frase è Sonia Pavoni, figlia di Aldo, 79enne con una diagnosi di sospetto Alzheimer seguito dal reparto di Geriatria del Policlinico Umberto I di Roma.

Un timore comune a chi convive con un genitore affetto da una patologia tanto grave, ma la rabbia di Sonia arriva soprattutto perché il giorno in cui è stata finalmente fissata la visita di controllo, rinviata a causa del Coronavirus, gli ambulatori erano chiusi. Senza alcun avviso esposto fuori dalle porte, ne una comunicazione preventiva ai famigliari.

"Trovo tutto questo assurdo perchè è stato difficile organizzarsi per portare mio padre in ospedale, che è peggiorato durante il lockdown, per poi trovarsi una porta chiusa e nessuna informazione - spiega Sonia -. Per di più dopo aver consegnato la ricetta medica in accettazione”. Esposto ai carabinieri e mail di reclamo alla direzione del nosocomio, il quale risponde che “l'ambulatorio era chiuso a causa di un focolaio Covid al reparto di Geriatria - sottolinea Sonia mostrando la mail -. Ma possibile che nessuno ha pensato di avvisare le famiglie? Ed eravamo diverse li in attesa. Lo fanno orea con un ritardo di almeno una settimana e solo perchè abbiamo inviato lamentela quando hanno a disposizione tutti i nostri recapiti. Sono davvero sconvolta”.

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