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VIDEO | Castelnuovo di Porto, bus bloccato da una deputata: "Sono persone, non numeri"

Alle 10 del mattino il primo bus con i migranti prova a varcare il cancello del Cara di Castelnuovo di Porto. Una deputata Leu blocca il mezzo costretto a rientrare

Una deputata Leu blocca il mezzo costretto a rientrare. Sono 75 i migranti che, in queste ore, stanno lasciando il Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, il secondo, per dimensioni, d’Italia e che ospitava più di 500 migranti tra cui molte donne e bambini. Decine di valige pronte per essere caricate sui pullman che li condurrà in Abruzzo, Marche e Basilicata. Altro non si sa delle destinazioni.

Con il rischio concreto che molti di loro, detentori di protezione umanitaria, possano restare senza alcun progetto d’accoglienza. In molti, infatti, lasciano autonomamente il centro cercando riparo da amici e parenti. Sul posto molti cittadini che vengono qui a portare valige vuote, giacconi e coperte in solidarietà dei migranti “persone che vivevano con noi, senza alcun problema”.

Tra loro anche il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, il primo a dare alloggio ad una giovane Somala rimasta fuori dal circuito d’accoglienza: “Il ministro Salvini riveda i termini del decreto sicurezza, ecco i primi effetti, distruggere un progetto vero di integrazione lascia persone con la protezione umanitaria in mezzo ad una strada”. All’uscita del primo bus, la deputata di Leu Rossella Muroni si piazza davanti al mezzo chiedendo di avere informazioni dalla prefettura sulla sua destinazione: “Sono persone con una storia, con delle fragilità - dice -, non possono essere trattate come numeri”.

Intorno alle 11 riprendono i trasferimenti, davanti ai lavoratori del Cara della cooperativa Auxilium (circa 100) che dal primo febbraio rischiano di restare senza un’occupazione.

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