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Sabato, 22 Giugno 2024

VIDEO | Case popolari, anziano disabile in attesa da mesi di un certificato per abbattere le barriere architettoniche

La storia di Salvatore che attende il certificato di locazione utile a svolgere a sue spese i lavori nel bagno di casa: "Ogni giorno è in pericolo, ed è inaccettabile"

“Nell’eventualità mio padre dovesse avere, nel frattempo, un incidente domestico nel suo bagno, provvederemo subito ad inoltrare un esposto agli organi competenti”. Vincenzo è arrabbiato. Ma soprattutto preoccupato per suo padre che, alla bella età di 80 anni e a causa di una patologia particolarmente grave, ora si muove a fatica e non è più autonomo come un anno fa.

Salvatore Taurino vive con la moglie in questo alloggio del Comune di Roma di via dell’Impruneta, nel quartiere Magliana dal 1970. Qui ha cresciuto due figli, uno è Vincenzo. Da maggio del 2022 i primi problemi di salute, fino alla diagnosi di ematoma intracranico non operabile, con un principio di demenza senile, e la capacità motoria sempre più compromessa. Ragione per cui, visto i pericoli che ogni volta rischia di correre per farsi anche solo una doccia, la famiglia ha deciso di abbattere le barriere architettoniche all’interno del bagno. “A nostre spese - sottolinea Vincenzo -, ma usufruendo del bonus del 75% previsto per legge per questo genere di interventi”.

Per fare questo però serve un attestato di locazione rilasciato dal dipartimento Patrimonio, visto che la casa è del Comune. “Inizio a muovermi a fine maggio - spiega Vincenzo -, dopo molte chiamate allo 060606 riesco ad avere delle indicazioni ed invio la prima richiesta via mail il 14 giugno. Ma non ho avuto mai risposta. Quindi sono andato agli uffici della Garbatella, trovando anche un impiegato molto disponibile che mi spiega le opzioni che ho. Allora faccio una Pec in cui allego tutta la documentazione di mio padre, ma nulla”.

Attende fino al 25 luglio, quindi torna allo sportello del Dipartimento. “Da li mi dicono di passare agli uffici di Aequa Roma, cosa che, premetto, avevo già fatto il 9 giugno per essere poi dirottato al Dipartimento. Vado comunque, mi protocollano la richiesta e mi rilasciano la ricevuta da riportare al Dipartimento. Dopo due giorni, era il 27 luglio, l’impiegato del Dipartimento mi chiama per dirmi che la pratica è avviata e mi avrebbero fatto sapere nel giro di un paio di giorni. Siamo ormai al 31 di agosto e ancora attendo una risposta”.

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La cosa che fa rabbia a questa famiglia è soprattutto il timore che Salvatore possa cadere e farsi male nel frattempo, visto che vive solo con la moglie, anche lei anziana. “Eppure ho specificato che la richiesta è urgete, ma sembra non interessare - conclude Vincenzo -. Come si fa a trattate in questo modo un disabile, ci vorrebbe maggior cura. Ma anche una gestione degli uffici decente. Si parla di città dei 15 minuti, ma dove? Malgrado le tecnologie abbiamo ancora una burocrazia del genere e si lasciano le persone senza una risposta e senza servizi. Ma questa è Roma, purtroppo”.

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