Domenica, 14 Luglio 2024

VIDEO | Ambientalisti bloccano l'autostrada fra le proteste degli automobilisti

Nove le persone portate via di peso della polizia stradale

"Siamo dalla stessa parte, dovreste sedervi con noi". Questo l'invito che gli attivisti per l'ambiente hanno rivolto agli automobilisti bloccati nel traffico dopo l'occupazione di tre carreggiate dell'autostrada A1. Una richiesta che non ha sortito gli effetti desiderati, con le persone incolonnate nel traffico infuriate che hanno manifestato il loro dissenso per l'ennesimo blitz ambientalista di Ultima Generazione. Trascinati di peso dalla polizia la protesta è durata poco meno di 30 minuti, sufficienti a mandare in titl il traffico sull'A1. 

A spiegare le ragioni dell'ennesima manifestazione non autorizzata gli attivisti e le attiviste di Ultima Generazione: "Questa mattina alle 8:50 nove persone aderenti alla campagna Non paghiamo il fossile, promossa da Ultima Generazione, hanno bloccato il traffico sull’A1, da Firenze verso Roma all’altezza di Fiano Romano, km 528+600. I cittadini della campagna di disobbedienza civile per tutta la durata dell’azione hanno dialogato con gli automobilisti presenti, discutendo della gravità della situazione climatica, economica e sociale corrente, e dell’inaccettabilità dell’inazione della politica per contenerne e prevenirne i danni. Dopo circa 20 minuti di blocco sono arrivate sul posto le forze dell’ordine, che hanno portato via i presenti, trascinandone alcuni sull’asfalto, e li hanno ammanettati a bordo strada".

“Sono Pietro, ho 20 anni e sono terrorizzato, perché vedo il mondo che ho intorno sgretolarsi per il collasso climatico, a partire dagli alberi da frutto nel giardino della mia famiglia, morti per la siccità, dalla neve che non ho visto sulle Alpi in questi anni, dai ghiacciai che stanno scomparendo insieme alle nostre riserve d’acqua. Lentamente alcuni, altri in un secondo. Come quello della Marmolada. Ci sono vie alpinistiche percorse per secoli che io non potrò mai seguire, perché pezzi di montagna si sono sgretolati per lo scioglimento del permafrost che li regge. Il Po, che passa vicino a casa mia, è in quasi secca 11 mesi su 12. Dal finestrino del treno che passa nel vercellese vedo sempre meno risaie. La scorsa estate ho letto di comuni rimasti senza acqua corrente e mi sono chiesto quando sarà il mio turno. Da un giorno all’altro potrei restare senza acqua corrente in casa. È spaventoso, e soprattutto è ingiusto. Chi governa a questo non dà risposte. Continuiamo a perdere acqua dalla rete idrica e continuiamo a vedere le nostre tasse investite nella causa di questa crisi: i combustibili fossili”, ha dichiarato Pietro.

“Mi chiamo Bruno, ho 29 anni e sono sceso in strada perché non ne posso più: non ne posso di avere un Governo che, da un lato, ignora la crisi climatica, dopo una primavera di siccità e alluvioni e nel pieno di un’estate senza precedenti, e, dall’altro, attua politiche che renderanno più profonde le diseguaglianze sociali ed economiche. Un doppio sfregio che come cittadino non sono disposto a tollerare”, ha aggiunto Bruno.

A pochi giorni dal videocomizio del 13 luglio scorso, in occasione della campagna elettorale del partito spagnolo Vox (rivelatosi meno popolare dopo i risultati delle elezioni di domenica 23 luglio), in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha esortato le forze politiche nazionaliste europee sulla "necesidad de contrarrestar este fanatismo ultraecologista", nel nostro Paese, si stanno susseguendo le temperature  più alte mai registrate (con conseguente black-out per scioglimento dei cavi elettrici a Catania e Roma). E mentre il Governo e le opposizioni polemizzano sul salario minimo, in Italia i lavoratori muoiono durante l’orario di servizio a causa delle ondate di calore nelle Marche, nel Bresciano, a Lodi, a Firenze.
Assistiamo inoltre a fenomeni estremi senza precedenti. Grandinate con chicchi come palle da tennis si sono abbattute su Veneto, Lombardia, Romagna e Marche, trombe d’aria su Milano e sul Ravennate; violente mareggiate sabato 23 luglio hanno investito il litorale delle Marche, dove onde anomale hanno travolto via diverse file di ombrelloni sulla spiaggia. In diverse città i cavi elettrici si sono sciolti sotto l’asfalto, provocando blackout a catena, e a Catania anche l’interruzione del servizio idrico.
 

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