Mercoledì, 17 Luglio 2024

VIDEO | Pagano l'affitto al Comune di Roma, ma le case vanno all'asta: 90 famiglie rischiano lo sfratto

Gli alloggi si trovano nel territorio del comune di Monterotondo, dove nel 1976 furono sistemate le famiglie espropriate dei propri terreni per far posto alla tangenziale est di Roma

Italo Pazziani, 76 anni, lo scorso 14 giugno si è visto vendere l’appartamento all’asta. Lì dove ha vissuto con la sua famiglia per quasi 50 anni. Gli fu assegnata nel 1975 dopo che la sua casa, nei pressi di quella che oggi è via Somalia, nel quartiere africano, fu abbattuta per far posto alla tangenziale est di Roma.

Dalla Capitale al comune di Monterotondo, dove ci sono delle palazzine di nuova costruzione in grado di accogliere i 90 nuclei famigliari che, all’epoca, Roma non sapeva dove sistemare. Ed è qui in via Salaria 142 che sta crescendo la preoccupazione di questi inquilini, regolari assegnatari di alloggio dal Comune di Roma, a cui hanno sempre pagato l’affitto, che ora rischiano di finire in mezzo ad una strada. Infatti Italo, è solo il primo.

Il Comune di Roma, a seguito di contratto di locazione con decorrenza 2002 (per gli anni precedenti non si trova alcuna traccia, ma gli inquilini mostrano regolare assegnazione con data 2 gennaio 1976) ha affittato questi alloggi dalla Consap Spa per la somma di circa 650 mila euro annui. Nel 2004 la proprietà passa alla Pegaso 90 srl, mantenendo il contratto con la stessa somma fino al 2014. Da allora, fino ad oggi, il Campidoglio versa l’indennità di occupazione, sempre dell’importo di poco più di 650mila euro all’anno. Ma gli inquilini pagano sempre gli stessi bollettini, intestati a Roma Capitale.

I problemi per chi vive in queste case iniziano con la dichiarazione di fallimento della Pegaso 90, ad ottobre 2019, con gli alloggi che vengono messi all’asta per ristorare i creditori. Ma delle famiglie al loro interno chi se ne dovrebbe occupare? “Noi per anni abbiamo pensato che queste case fossero del Comune di Roma - racconta Italo, membro del comitato inquilini -. Quando è iniziata tutta questa faccenda abbiamo chiesto risposte agli uffici del Patrimonio, sono tre anni che li avvisiamo e non possono dire che non sia così. Noi abbiamo avuto questa casa in cambio della nostra, è una situazione particolare. Con i soldi che hanno versato per affittare queste palazzine le avrebbero potute compare almeno tre volte”.

Senza dimenticare che, a fronte di questi soldi spesi, in tutti questi anni non è mai stata fatta una costante manutenzione con facciate e balconi che si sgretolano, infiltrazioni gravi, bombole del gas negli appartamenti perché non è mai stato fatto l’allaccio alla rete.

“Quando siamo andati al Comune di Roma per chiedere di intervenire prima della prima asta ci avevano promesso che sarebbe stata fatta una commissione ad hoc per risolvere la nostra questione - spiega Serafino Mollica, 70 anni, assegnatario e membro del comitato inquilini -. La maggior parte di noi è ormai anziana, come facciamo ad affrontare una situazione simile?”.

A seguire la vicenda c’è il sindacato Asia Usb: “Il Comune di Roma deve acquistare questi alloggi, perchè le persone al suo interno sono regolari assegnatari - spiega Michelangelo Giglio di Asia Usb -. Sono nella maggior parte persone anziane, senza possibilità economiche di acquistarle o di spostarsi, ed è una responsabilità del Campidoglio”.

Una soluzione che però, da quanto si apprende, non è tra le prime opzioni al vaglio dell’assessorato al Patrimonio. Nel primo pomeriggio di venerdì 17 giugno, era prevista una riunione negli uffici di piazza Giovanni da Verrazzano con il sindaco di Monterotondo e la società che gestisce le palazzine. Ma quest’ultima alla fine non si è presentata. Certo non un buon segnale per le famiglie che, ogni giorno, vedono possibili acquirenti bussare alle loro porte.

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