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VIDEO | "Torna al tuo paese" e giù botte. La mamma della ragazza aggredita: "La prossima volta me l’ammazzano"

L’intervista alla mamma della 13enne picchiata violentemente da una compagna di scuola, davanti ai coetanei che riprendevano la scena col cellulare

 

I lividi sul suo corpo, e sul viso, stanno andando via. Ma la cicatrice che porta dentro di se resta, e sarà difficile farla sparire. Come le immagini di quel folle pomeriggio in cui una 13enne di origini nordafricane, è stata presa per i capelli, buttata a terra, presa a calci e pugni sotto gli insulti: "Araba di m***a", "Pu****a", "Torna al tuo paese".

Dopo l'articolo di RomaToday dei giorni scorsi, a ripercorrere quei terribili momenti è la mamma della 13enne che nel pomeriggio del 16 settembre scorso è stata selvaggiamente picchiata da una compagna di scuola. Sotto gli occhi, e gli schermi del cellulare, di un altro gruppo di coetanei, molti dei quali frequenterebbero lo stesso plesso, nella zona del Collatino a Roma.

Fatima (nome di fantasia) preferisce non farsi riprendere in viso per paura che la figlia possa essere ulteriormente presa di mira. Infatti, dopo che la storia è stata denunciata ai carabinieri e raccontata a Roma Today, al suo rientro a scuola si è sentita dare della “bugiarda”: “Se eri un maschio te la facevo vedere io”, le avrebbe detto un compagno di classe.

Una storia di razzismo, ma anche di bullismo. Una di quelle che però si è scelto di raccontare “perché ho paura che me l’ammazzano la prossima volta - racconta Fatima -, e spero non accada ancora, ad un altro ragazzo, che sia italiano o africano”.

“Pura violenza - dice Atika Et Tafs di Amdif, associazione marocchina per i diritti infanzia e della famiglia, con la quale si sta portando avanti la denuncia dei fatti -. Sono troppe le storie come questa che estano invece nel silenzio. Negli ultimi dieci anni assistiamo ad un aumento di questi casi e non è più tollerabile. Questi sono bambini e ragazzi italiani, le istituzioni politiche devono intervenire e smettere di seminare odio attraverso i social”.

Con la paura di tornare a scuola. Ma anche quella di sentirsi un “diverso”. Che nella Roma del 2020 è ancora più inaccettabile.

Araba di m***a, torna al tuo Paese": adolescente picchiata e bullizzata a scuola

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