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Lunedì, 17 Giugno 2024

VIDEO | "Vedere l'orrore per evitare che accada ancora": gli studenti di Roma al campo di concentramento di Fossoli

Il campo di concentramento di Fossoli è la seconda tappa del viaggio della memoria, intrapreso da 130 studenti delle scuole medie di Roma, insieme a una delegazione del Comune

“È importante sapere quello che è successo qui, per fare in modo che cose del genere non accadano mai più”. In poche parole Sebastian, studente della scuola media dell’IC via Poseidone, sintetizza uno degli obiettivi del viaggio della Memoria, intrapreso da 130 alunni, accompagnati da una delegazione di Roma Capitale, dall’Anpi e dalla Fondazione museo della Shoah. La seconda tappa del viaggio, iniziato l’8 maggio al museo Cervi a Gattatico, è stato il campo di concentramento di Fossoli. A circa sei chilometri da Carpi, il campo venne costruito dal Regio esercito per imprigionare i militari nemici. Nel dicembre del 1943 il sito è stato trasformato dalla Repubblica sociale italiana in campo di concentramento per ebrei. E nel marzo del 1944 è diventato campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei lager nazisti. I ragazzi e le ragazze delle scuole medie di Roma l’hanno visitato accompagnati da guide esperte. Gli istituti comprensivi coinvolti nel progetto sono: Regina Margherita (municipio I), via Poseidone (municipio VI), Fontanile Anagnino (municipio VII), Calderini Tuccimei (municipio X), Parco di Veio (municipio XV). Presente anche una rappresentanza della scuola ebraica. 

“Pezzi di storia che hanno segnato l’Italia”

La prima impressione di Sebastian, dopo essere entrato nel campo di Fossoli, è stata quella di trovarsi davanti a “pezzi di storia che hanno segnato il nostro Paese, e che per fortuna sono finiti”. Ad accompagnare lui e gli altri studenti dell’IC Poseidone c’era anche la dirigente scolastica Annalisa Laudando: “I ragazzi - ha spiegato - sono stati preparati e motivati alla partecipazione a questo viaggio proprio come momento di crescita e di ulteriore riflessione, per elaborare quelli che sono i contenuti didattici che nella quotidianità si svolgono sui banchi di scuola. Toccare con mano le testimonianze della storia è un valore aggiunto, così come la restituzione, in un momento successivo, ai compagni che sono rimasti a scuola. Per poter tutti insieme riflettere, comprendere e non dimenticare. Il valore della memoria è anche questo”. Le classi, con la delegazione composta dagli assessori Claudia Pratelli (Scuola) e Miguel Gotor (Cultura), dalla presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, e dagli assessori municipali Andrea Morelli (X) e Tatiana Marchisio (XV), sono state accolte dall’assessore a Cultura, memoria e politiche scolastiche di Carpi, Davide Dalle Ave, e dalla direttrice della Fondazione Fossoli, Marzia Luppi. 

Pratelli: “La scuola vi rende uomini e donne liberi”

“Roma Capitale investe in modo convinto sui viaggi della memoria e su altre iniziative. Ed è molto bello - ha detto Pratelli rivolgendosi alle classi - che voi siate qui con i vostri compagni e le vostre compagne, e con i vostri docenti. Perché non sottovalutiate quanto è importante questo luogo collettivo straordinario che vivete tutti i giorni, che è la scuola. In cui ci sono gli strumenti per essere uomini e donne liberi, per vivere la vostra vita nel presente. Questa è un’occasione di formazione molto preziosa, nel senso di acquisizione di una consapevolezza storica, ma soprattutto come cittadini e cittadini che si confrontano con il passato per avere strumenti per comprendere e cambiare il presente”. 

Gotor: “Il fascismo è stato un crimine”

L’assessore alla Cultura Gotor ha ricordato il ruolo del fascismo negli orrori che sono stati compiuti nella storia recente e di cui il campo di Fossoli è testimonianza viva. “Il fascismo - ha detto - è stato un regime dittatoriale, è stato un crimine, che ha chiuso il Parlamento, i partiti, i sindacati, incarcerato e ucciso chi la pensava diversamente”. E tenerlo a mente è importante perché, secondo Gotor “nell’ultimo decennio si è diffusa un’interpretazione del fascismo defascistizzata ed edulcorata. Ecco perché è ancora più importante essere qui”. 

Le altre tappe

Dopo aver visitato campo di concentramento di Fossoli, il gruppo si è spostato a Carpi, per visitare il museo Monumento al deportato. La struttura mostra, attraverso diverse sale, il dramma della deportazione, ma considerandolo nella sua dimensione universale di violenza dell’essere umano su un altro essere umano. Sono stati momenti intensi per gli studenti, che hanno ascoltato con attenzione le spiegazioni offerte dalle guide e fatto numerose domande. L’ultima tappa prima del rientro a Roma, previsto per venerdì 10 maggio, sarà Marzabotto, dove nell’autunno del 1944 si è consumato un terribile eccidio, con 770 vittime. 

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