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Domenica, 28 Novembre 2021
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Coronavirus, la "variante inglese" a Roma: negativo il caso sospetto trovato in aeroporto

La variante Coronavirus diffusa nel Regno Unito è stata individuata in una coppia ricoverata all'ospedale Celio. Si cercano altri eventuali positivi

"Un paziente e il suo convivente" - questa la descrizione del ministero della Salute nella sua breve comunicazione ufficiale - sono in isolamento dopo che i medici dell'ospedale militare del Celio di Roma hanno sequenziato il genoma della nuova versione del Covid che, nell'arco di un pomeriggio, ha provocato un'ondata di panico in mezza Europa.

La cosiddetta "variante inglese", quella isolata nella Capitale, preoccupa e non è escluso che ci siano altri positivi al mutamento del Coronavirus. Nelle ultime ore, infatti, un nuovo caso sospetto è stato portato all'attenzione dello Spallanzani. Il positivo era arrivato proprio domenica dal Regno Unito.

Dopo una attenta analisi il paziente è risultato negativo il test molecolare di convalida. Dall'Istituto Spallanzani comunicano che "i virus mutati sono una evenienza che si è già verificata in questa pandemia. Ad esempio, subito dopo l'estate il ceppo predominante in Europa, compresa l'Italia, è stata una variante probabilmente introdotta dalla Spagna".

Come sta la paziente positiva alla variante inglese del Coronavirus

Nel frattempo il paziente positivo alla "variante inglese", una donna appena rientrata da una città inglese, e il compagno, anche lui in isolamento ma al momento "solo" contagiato dal Covid-19 così come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, non sarebbero in gravi condizioni. Secondo le prime informazioni, però, la donna avrebbe una alta carica virale.

Il riserbo sulla vicenda è massimo. Secondo quanto si apprende, ad ogni modo, sono subito scattate le misure di sicurezza nei confronti dei familiari e dei contatti stretti dei due: tutti sono stati sottoposti a tampone. Sono stati anche contattati i passeggeri del loro volo di rientro in Italia, sicuramente quelli che sedevano nelle due file avanti e nelle due dietro. 

La "variante inglese" e l'aumento di casi

Ma c'è un legame tra la variante inglese di coronavirus Sars-CoV-2 e il numero di contagi che continua a rimanere in Italia? "Al momento non abbiamo dati che suggeriscono questo tipo di correlazione. Non è però completamente escludibile", quindi "il tutto dovrà essere attentamente studiato andando a sequenziare i vari ceppi" virali "isolati nel nostro Paese. Ma al momento non c'è nessuna indicazione nel merito", ha precisato oggi Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto a 'Buongiorno' su SkyTg24.

Fatto sta che la "variante inglese" è sbarcata a Roma, con la notizia diffusa proprio nel giorno in cui è stati indetto il blocco dei voli dal Regno Unito.

La "variante inglese" del Coronavirus: cosa sappiamo

Cosa sappiamo della "variante inglese"? Si tratta di una mutazione del Sars-Cov che, pur non sembrando più letale, può aumentare il già alto numero di infetti. Insomma, più positivi in poco tempo e quindi ancora più pressione sui reparti ospedalieri e sulle terapie intensive, già in affanno su tante regioni. Al momento nel Lazio ci sono 2784 ricoverati e altri 306 sono nei reparti più gravi.

Il ministro Salute Roberto Speranza, per limitare i contagi, ieri ha firmato una ordinanza che stoppa i voli da e per la Gran Bretagna fino al 6 gennaio, "una misura precauzionale per capire la portata del problema", ha spiegato.

Cosa può succedere? Quali sono i rischi? La trasmissibilità del nuovo ceppo è di 0,5 di Rt superiore rispetto al precedente. Significa che, se dovesse prendere piede in Italia, l'ipotesi di arrivare a fine gennaio con un indice di contagio sotto proprio la soglia dello 0,5 sarebbe impossibile.

Ad ogni modo, secondo gli esperti, il virus potrà essere fermato dal vaccino, come ha spiegato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli nel corso della trasmissione Che tempo che fa su Rai 3: "Anche se ci sono mutazioni come quelle segnalate prima in Gb poi in altre aeree è altamente improbabile che si perde l'efficacia del vaccino".

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