Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Variante indiana a Roma, positivo un passeggero atterrato con volo dall'India

Una sola persona presenta tutte le mutazioni tipiche della variante indiana. Lo Spallanzani: "Nessun caso di variante nella comunità Sikh di Latina"

Dei 23 positivi al test molecolare riscontrati fra passeggeri e membri dell'equipaggio del volo proveniente dall'India, atterrato a Fiumicino il 28 aprile, una sola persona presenta tutte le mutazioni tipiche della variante"indiana" B.1.617, compresa quella nella proteina Spike in posizione 484, oggetto di attenzione. Lo fa sapere lo Spallanzani di Roma. "Altre 12 sono riconducibili a ceppi indiani mancanti di questa specifica mutazione" aggiunge l'istituto, nel bollettino sull'analisi dei tamponi effettuati. 

Latina, nessun caso di variante 

Al momento, invece, nessuna infezione riconducibile alla variante indiana è stata identificata nella comunità indiana presente nella provincia di Latina, spiega lo Spallanzani: "L'evolversi della situazione è sottoposta ad attenta sorveglianza, grazie anche al grande impegno delle Uscar". L'Istituto ribadisce anche che "allo stato attuale non vi è dimostrazione di aumentata contagiosità e patogenicità delle varianti indiane".

"Il caso di Latina conferma che nel Lazio c'è un ottimo sistema di tracciamento", ha sottolieato Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, a 'Uno Mattina', in onda su Rai 1, in merito ai controlli effettuati nella comunità Sikh in provincia di Latina, per la quale è stato necessario dichiarare zona rossa una frazione di Sabaudia.

"Sta funzionando molto la collaborazione con prefettura, forze dell'ordine ma anche con la stessa comunità indiana che ha tutto l'interesse a circoscrivere i casi. Non ci sono ancora casi di variante indiana. Andiamo alla ricerca, ma allo stato attuale non c'e'", ha precisato Zingaretti.

L'appello dello Spallanzani

Nel punto di oggi, lo Spallazani ha poi concluso: "Per quanto attiene alle varianti in generale, si ribadisce che è importante monitorarle e studiarle per adeguare le misure di prevenzione e di contenimento, ma è prevedibile che nuove varianti sicuramente continueranno a emergere e a diffondersi, come è nella natura del virus. L'importante è non dimenticare che la lotta è al virus, non alle singole varianti". 

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