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Un parco giochi intitolato a Valeria Fioravanti, la 27enne morta di meningite

Approvata all'unanimità dal consiglio del VII Municipio una mozione per intitolare l'area di via Castiglione di Sicilia alla giovane donna morta lo scorso 10 gennaio. Sul suo caso indaga la procura

Il parco giochi di via Castiglione di Sicilia, a Vermicino, verrà intitolato a Valeria Fioravanti, la 27enne morta di meningite batterica lo scorso 10 gennaio. La mozione, presentata dal consigliere Luigi Avveduto, è stata approvata con 17 voti davanti a parenti e amici di Valeria, che si sono dati appuntamento davanti alla sede del Municipio per un presidio.

“Oggi è davvero un giorno speciale per la nostra famiglia. Con 17 voti senza differenze di colore politico, all’unanimità è stata votata la mozione per il parco di via Castiglione di Sicilia che sarà intitolato a Valeria - ha detto Tiziana, la madre della 27enne - Ringrazio tutto il consiglio comunale del VII municipio e tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo risultato”.

La morte di Valeria Fioravanti

Valeria Fioravanti è morta il 10 gennaio del 2023, dopo un calvario durante due settimane su cui sta indagando la procura di Roma. Secondo quanto denunciato dai familiari, la vicenda è iniziata il 25 dicembre, quando la 27enne è stata operata al Campus Biomedico di Roma per un ascesso. Due giorni dopo le dimissioni si è presentata al pronto soccorso del policlinico Casilino accusando un forte mal di testa, dolori alla schiena e al collo. Le sarebbe stata diagnosticata una forte cefalea e sarebbe stata dimessa con la prescrizione di antinfiammatori. Nei giorni successivi, però, il dolore invece che diminuire sarebbe aumentato. 

Tornata al Casilino si sarebbe verificato l’episodio denunciato dai familiari, che stanno cercando testimoni che possano confermarlo: Valeria sarebbe stata rimandata a casa e “accusata di esagerazione”. Fioravanti si era quindi rivolta ai medici del San Giovanni, che - sempre stando a quanto denunciato - le avrebbero diagnosticato una protrusione alla colonna vertebrale, con conseguente disposizione di indossare un collare per una settimana. Nei giorni successivi le condizioni di Valeria, secondo il racconto dei familiari, hanno continuato a peggiorare: soltanto al quarto tentativo di ricovero, al Gemelli, i medici hanno capito che si trattava di una meningite batterica. Ormai troppo tardi per salvarle la vita.

Sull’accaduto, come detto, la procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo per colpa medica, attualmente a carico di ignoti. 

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